La nuova fase dell’infrastruttura AI non si definisce unicamente dalla potenza delle GPU, ma dalla loro capacità di comunicare efficacemente, eliminando i colli di bottiglia. Cornelis, società nata nel 2020 come spin-off di Intel, ha annunciato il 14 settembre 2026 un finanziamento da 205 milioni di dollari e il lancio di Active Compute Fabric. Questa tecnologia di networking è progettata per ridurre i tempi di inattività degli acceleratori, spesso in attesa dei dati. L'annuncio evidenzia una chiara tendenza del mercato: la ricerca di alternative più aperte allo stack integrato di Nvidia.
Active Compute Fabric: la rete come componente attiva del calcolo
Il principio alla base di Active Compute Fabric è la trasformazione della rete da mero canale di trasporto a componente attiva del sistema di calcolo. Nei cluster di AI e HPC (High-Performance Computing), il rendimento complessivo è strettamente legato alla velocità con cui GPU, acceleratori, memoria e nodi riescono a scambiarsi informazioni. Un ritardo nella disponibilità dei dati può lasciare i chip più costosi parzialmente inutilizzati. Cornelis propone un fabric che combina trasporto lossless, accelerazione in-fabric e capacità programmabili, mirando a integrare comunicazione ed elaborazione.
Strategia aperta per superare il lock-in
La rilevanza industriale di questa mossa è significativa. Nvidia detiene una posizione dominante non solo per le sue GPU, ma anche per un ecosistema integrato che include software, interconnessioni e librerie ottimizzate. Cornelis si propone di inserirsi in questo scenario con una architettura aperta, concepita per supportare una varietà di GPU e acceleratori. L'obiettivo non è la sostituzione diretta dei chip Nvidia, ma l'offerta ai data center di soluzioni che permettano di costruire infrastrutture più eterogenee, diminuendo la dipendenza da un unico fornitore e contrastando il fenomeno del lock-in tecnologico.
Networking scale-up e scale-out con standard aperti
Un dettaglio tecnico cruciale è che Active Compute Fabric supporta sia il networking scale-up, ovvero la connessione ravvicinata tra acceleratori all'interno di un medesimo dominio di calcolo, sia lo scale-out, che permette di collegare molteplici nodi e cluster. L'adozione di standard come UALink, ESUN e Ultra Ethernet sottolinea una direzione strategica chiara: la creazione di una base interoperabile per sistemi di AI su larga scala, dove le prestazioni elevate e l'apertura non rappresentino compromessi, ma elementi complementari.
Il prodotto CN5000 è già in fase di spedizione, mentre la generazione CN6000 è attualmente in sampling presso i clienti, con una disponibilità più ampia attesa nel quarto trimestre del 2026. Questa tempistica indica che Cornelis non si limita a proporre una visione architetturale, ma presenta una roadmap concreta e a lungo termine per l'innovazione nel settore del networking AI.