Giovanni Ge, chief technology officer di AppLovin e alumnus SISSA, ha evidenziato a Trieste, durante il primo Italy-China Mathematical Bilateral Meeting, un punto cruciale per l'IA in Italia. Secondo Ge, il Paese non manca di talenti, ma fatica a trasformare ricerca e formazione in prodotti industriali scalabili. “Il problema dell'Italia non è la mancanza di talenti”, ha affermato Ge, identificando nel collegamento tra ricerca e prodotto il vero nodo.

Con un dottorato in Condensed Matter and Materials Physics conseguito alla SISSA, Ge è oggi alla guida tecnologica di AppLovin, società quotata al Nasdaq e specializzata in pubblicità digitale basata sull’IA, con una capitalizzazione superiore ai 100 miliardi di dollari.

Nel suo intervento, il manager ha sottolineato come l'alta qualità della formazione italiana in matematica e scienze debba tradursi in applicazioni industriali. È fondamentale un dialogo efficace tra università, ricerca e impresa, senza compromettere la ricerca di base.

Ricerca di base e il ruolo della matematica nell'IA

Per Ge, la matematica è imprescindibile per l’evoluzione dell'intelligenza artificiale. “La ricerca di base è il motore a monte della tecnologia”, ha dichiarato, evidenziando come solide basi scientifiche siano essenziali per rendere i sistemi di IA più efficienti, economici, veloci, affidabili e comprensibili. Il riferimento alla matematica è cruciale per potenziare i modelli e controllarne i comportamenti, in un settore dove le applicazioni industriali dipendono dalla robustezza degli strumenti teorici.

Ge ha inoltre descritto Italia e Cina come due contesti con punti di forza complementari. L’Italia si distingue per le sue competenze profonde in matematica, calcolo scientifico e formazione accademica. La Cina, invece, presenta una solida base ingegneristica, un'industria dell'intelligenza artificiale in rapida crescita e notevoli capacità di implementazione su larga scala. La collaborazione proposta tra i due Paesi è orientata verso iniziative di carattere pratico.