Il cratere Jezero su Marte si conferma un'area di primario interesse scientifico per l'astrobiologia e la ricerca di possibili tracce di vita passata. Un recente studio, guidato dalla Purdue University e pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment il 21 settembre 2026, ha rivelato dettagli cruciali sulla sua storia idrica.
La ricerca si è concentrata sulla Margin Unit, un'area geologica ad anello lungo il margine interno del cratere. Secondo lo studio, questa unità è stata modellata da un sistema complesso di antichi laghi, acque sotterranee e fluidi idrotermali, elementi che hanno interagito con le rocce lasciando impronte geologiche significative.
I dati utilizzati per l'analisi provengono dagli strumenti a bordo del rover Perseverance della NASA. L'esame delle rocce della Margin Unit ha permesso di identificare almeno tre distinti episodi di interazione con l'acqua. Il primo ha coinvolto acque sotterranee ricche di anidride carbonica. Nel secondo, le rocce sono state esposte all'acqua del lago che occupava il cratere. Infine, un terzo episodio ha visto l'azione di acque idrotermali riscaldate.
Candice Bedford, coordinatrice della ricerca, ha commentato con entusiasmo le scoperte: “Se c'è una cosa che ho imparato dopo dieci anni di lavoro con i rover marziani - è che Marte ti riserva continuamente delle sorprese”. Questa affermazione sottolinea la natura dinamica e spesso inaspettata della geologia marziana.
La Margin Unit: un'analisi delle tracce idriche
Lo studio, intitolato "Lake- and groundwater-associated alteration of the olivine-rich Margin unit in Jezero crater, Mars", è stato pubblicato il 21 settembre 2026 nel volume 7, articolo 728, di Communications Earth & Environment. Il lavoro ha esaminato la Margin Unit con i dati di SuperCam, valutandone l'origine e la storia di alterazione.
Nelle sezioni esplorate ad altitudini superiori a -2350 metri, la tessitura e la chimica delle rocce indicano una composizione cristallina ricca di olivina, raffreddata lentamente e senza una significativa esposizione all'acqua. Questo suggerisce un ambiente iniziale più arido per le zone più elevate dell'unità.
Al contrario, le esposizioni rocciose situate al di sotto del secondo livello terrazzato ipotizzato del paleolago di Jezero rivelano una storia di interazione tra acqua e roccia molto più complessa. In queste aree, sono evidenti segni di rielaborazione fisica, particolarmente visibili vicino a Neretva Vallis e al Western fan.
La sequenza riconosciuta in queste aree inferiori della Margin Unit collega la sua formazione e modificazione a diversi eventi idrici. Questi includono l'influenza di fluidi ricchi di anidride carbonica, l'esposizione all'acqua del paleolago e successive modifiche da parte di fluidi sotterranei. La fase finale di questa complessa storia idrica è stata caratterizzata dall'azione di fluidi idrotermali, rendendo la Margin Unit un sito chiave per la ricerca di indizi sulla vita passata su Marte.