La corsa ai razzi riutilizzabili entra in una fase industriale cruciale. Stoke Space Technologies ha annunciato la prima chiusura di un round Series E da 1 miliardo di dollari, portando il capitale complessivamente raccolto dall’azienda a 2,3 miliardi di dollari. Questo investimento sottolinea la crescente importanza attribuita dal mercato allo sviluppo di vettori spaziali capaci di recuperare non solo il primo stadio, ma anche il secondo stadio. Tale innovazione rappresenta una sfida tecnologica volta a rivoluzionare il lancio orbitale a basso costo e a competere con attori consolidati come SpaceX.

Il finanziamento: impulso per produzione e test

Il round è stato co-guidato da Point72 Ventures e Spark Capital, con la partecipazione di investitori quali General Innovation, Glade Brook Capital, US Innovation Technology, Washington Harbour Partners, Woven Capital e Y Combinator. L’obiettivo primario di questo ingente capitale è costruire un’infrastruttura completa, capace di sostenere produzione, test rigorosi, espansione delle capacità di lancio e operazioni di recupero ad alta frequenza, elementi fondamentali per l’efficienza dei futuri lanci spaziali.

Una parte sostanziale dei fondi sarà destinata a portare il veicolo Nova Pathfinder verso il suo primo volo orbitale. Con esso, Stoke Space intende dimostrare l’architettura innovativa alla base dei suoi razzi completamente riutilizzabili.

L’azienda ha fissato come obiettivo l’inizio del 2027, una tempistica ambiziosa in un settore noto per ritardi e revisioni progettuali.

La sfida tecnologica: recupero del secondo stadio

Il vero punto di svolta risiede nella traiettoria tecnologica intrapresa da Stoke Space. Mentre SpaceX ha dimostrato il riutilizzo del booster con Falcon 9 e punta alla piena riusabilità con Starship, Stoke Space si posiziona in modo distintivo. L’azienda mira a sviluppare un vettore in cui sia il primo stadio sia il secondo stadio possano tornare a Terra per essere riutilizzati. Questa è considerata la parte più ardua, poiché il rientro del secondo stadio dall’orbita comporta carichi termici estremamente elevati.

Per affrontare questa sfida critica, Stoke Space ha sviluppato una soluzione innovativa: un sistema di raffreddamento attivo. Questo prevede la circolazione di idrogeno liquido super-raffreddato attraverso lo scudo termico del veicolo. Una metodologia che si discosta dalle protezioni ablative tradizionali o dalle piastrelle termiche, puntando a ridurre l’usura e a facilitare riutilizzi rapidi. Tuttavia, questa tecnologia deve ancora superare la prova del volo, dove le condizioni aerodinamiche, le vibrazioni e i margini operativi sono più stringenti rispetto ai test a terra.

Nova Pathfinder e Nova Block 2: tappe future

Il Nova Pathfinder rappresenta il primo tassello commerciale e tecnico di questa ambiziosa strategia.

Progettato per trasportare fino a 3 tonnellate metriche in orbita terrestre bassa, mira a dimostrare propulsione, rientro e recupero. A seguire, l’azienda sta già sviluppando il Nova Block 2, un razzo più grande, previsto per il 2029. Questo veicolo sarà capace di portare 15 tonnellate metriche in orbita terrestre bassa, consolidando la posizione di Stoke Space nel mercato dei lanci spaziali riutilizzabili e la sua visione di un accesso allo spazio più frequente ed economico.