La radio AM nelle auto potrebbe presto diventare una dotazione standard obbligatoria negli Stati Uniti. La Camera dei Rappresentanti ha infatti approvato con un ampio sostegno bipartisan l’AM Radio for Every Vehicle Act, una proposta di legge che imporrà ai produttori di includere gratuitamente il ricevitore AM nei nuovi veicoli. Il provvedimento passerà ora al Senato, dove la questione ha già riscontrato un significativo consenso trasversale.

Questa iniziativa legislativa, apparentemente tecnica, tocca in realtà nodi cruciali quali la sicurezza pubblica, le sfide progettuali dei veicoli elettrici e il controllo dell’esperienza digitale a bordo.

La presenza della radio AM nelle auto si configura così come il fulcro di una tensione più ampia: da un lato, l’industria automobilistica è orientata verso abitacoli sempre più connessi, ricchi di app, servizi di streaming e piattaforme software avanzate; dall’altro, il legislatore intende salvaguardare il ruolo di infrastrutture di comunicazione semplici, resilienti e universalmente accessibili, soprattutto in situazioni di emergenza.

La radio AM: un servizio essenziale per la sicurezza

Il disegno di legge stabilisce che le nuove automobili, i truck e i SUV debbano essere venduti con un ricevitore AM integrato, senza costi aggiuntivi per i consumatori. Se il provvedimento dovesse completare l’iter legislativo, il Department of Transportation avrà un anno di tempo per definire le regole attuative.

La motivazione alla base di questa normativa è chiara: non si tratta di proteggere un formato nostalgico, bensì di preservare un canale di comunicazione considerato fondamentale e affidabile in scenari critici.

I sostenitori della legge sottolineano che le onde AM sono in grado di coprire distanze molto estese e di raggiungere efficacemente aree dove le reti mobili, le connessioni dati o altri servizi digitali potrebbero risultare compromessi o inesistenti. In situazioni di emergenza come uragani, incendi, blackout diffusi o altre calamità, un’infrastruttura di trasmissione radiofonica tradizionale può fungere da livello di ridondanza essenziale. Per queste ragioni, la proposta ha ottenuto il supporto non solo dell’industria radiofonica, ma anche di numerose organizzazioni attive nella gestione delle emergenze.

Le ragioni della rimozione da parte dei costruttori

La progressiva rimozione della radio AM nelle auto da parte di alcuni produttori è principalmente legata all’evoluzione tecnologica dei veicoli moderni. In particolare, le auto elettriche generano un significativo livello di interferenze elettromagnetiche che possono degradare la qualità del segnale AM, rendendone difficile la ricezione. Per i costruttori, l’integrazione di un ricevitore AM tradizionale richiede l’adozione di schermature specifiche, l’esecuzione di test complessi e l’accettazione di compromessi progettuali all’interno di un’architettura veicolare sempre più complessa, dominata da batterie ad alta capacità, motori elettrici, centraline elettroniche e software avanzati.

Diversi marchi automobilistici hanno già intrapreso la strada della riduzione o eliminazione dei ricevitori AM tradizionali su alcuni dei loro modelli. Tra questi figurano BMW, Rivian, Tesla e Volvo. Ford, dopo aver inizialmente adottato una direzione simile, ha successivamente rivisto la propria posizione. Il caso di Rivian è emblematico della transizione in atto: sebbene alcuni contenuti radiofonici possano essere resi disponibili tramite piattaforme digitali integrate, ciò non equivale alla funzionalità e alla resilienza di un ricevitore broadcast tradizionale, capace di operare indipendentemente dalla connettività internet.