Francesco Boccia, fondatore di DigithON, ha presentato il 4 ottobre 2026 da Bisceglie una proposta ambiziosa per il futuro tecnologico del Paese: la creazione di un Polo strategico italiano dell’intelligenza artificiale a controllo pubblico. L'annuncio è giunto al termine dell'edizione 2026 della maratona digitale DigithON, un evento di riferimento per l'innovazione e le startup, che ha visto trionfare la startup trevigiana Bio System Lab.

La visione di Boccia per questo Polo mira a mettere a sistema le capacità tecnologiche italiane, fungendo da ponte tra due grandi sfide europee.

Da un lato, le AI Gigafactories, essenziali per la potenza di calcolo necessaria allo sviluppo dell'IA. Dall'altro, la prospettiva di un Cern europeo dell'intelligenza artificiale, un'infrastruttura collegata alla ricerca di frontiera. Boccia ha sottolineato l'importanza di questa iniziativa, affermando: “Da DigithON lanciamo una proposta al Paese: costruire un Polo strategico italiano dell'Intelligenza Artificiale a controllo pubblico, capace di mettere a sistema le capacità tecnologiche italiane e di collegare due grandi sfide europee: le AI Gigafactories per la potenza di calcolo e la prospettiva di un Cern europeo dell'intelligenza artificiale per la ricerca di frontiera”.

Il ruolo dell'Italia nelle AI Gigafactories

Un aspetto cruciale della proposta riguarda la candidatura italiana nell’ambito della gara europea per le AI Gigafactories. Boccia ha evidenziato come la realizzazione di infrastrutture di tale portata, destinate a definire la posizione dell’Italia per i prossimi decenni, richieda una convergenza politica. È fondamentale che maggioranza e opposizione riconoscano e perseguano un interesse nazionale comune, superando le divisioni partitiche. La potenza di calcolo, come ribadito, rappresenta una delle colonne portanti su cui il Polo italiano dovrebbe innestarsi, connettendosi alle iniziative europee.

Il Polo strategico immaginato da Boccia non si configura come una singola entità isolata, ma come un ecosistema interconnesso.

La sua funzione sarebbe quella di federare e collegare diverse componenti essenziali: le capacità di calcolo, i modelli di intelligenza artificiale, i dati strategici protetti, le infrastrutture di cybersecurity, il mondo delle università e della ricerca, le imprese e le startup. In questa prospettiva, l'Italia non dovrebbe limitarsi a essere un mero cliente di tecnologie altrui, ma sviluppare una propria e autonoma capacità tecnologica e industriale nel settore dell'IA.

La dimensione europea e la ricerca di frontiera

Boccia ha legato il Polo italiano anche alla proposta sostenuta da Elly Schlein per un Cern europeo dell’intelligenza artificiale. Questa connessione sottolinea l'importanza di una visione integrata che miri a rafforzare la posizione dell'Europa nel panorama globale dell'IA, collegando le iniziative nazionali a un più ampio quadro di ricerca e sviluppo a livello continentale.