A Genova, il 6 ottobre 2026, è stata pronunciata una condanna a quattro anni e quattro mesi con rito abbreviato per uno dei marinai lettoni coinvolti nell’inchiesta sul presunto attacco hacker a bordo del traghetto Gnv Fantastic. La sentenza, letta dal giudice Giorgio Morando, riguarda un uomo di 23 anni accusato di accesso abusivo aggravato a sistema informatico. Il procedimento si inserisce in un più ampio caso di sospetto spionaggio internazionale emerso sulla nave della compagnia Grandi Navi Veloci.
L’indagine ha preso avvio a seguito di una denuncia presentata dalla compagnia di navigazione alla procura di Genova.
Gli accertamenti si sono concentrati su quattro tentativi di intrusione, realizzati attraverso mini-computer collegati direttamente al sistema di bordo. Questi dispositivi, secondo l’impostazione investigativa, avrebbero avuto la capacità di acquisire dati e password sensibili, potendo potenzialmente consentire anche il controllo da remoto della nave.
Gli arresti e le indagini internazionali
Il primo dei marinai lettoni è stato fermato nel porto francese di Sète il 12 dicembre 2025, mentre era intento a manipolare uno dei dispositivi sospetti. Attualmente, l’uomo rimane in carcere. A seguito di questo arresto, le indagini hanno portato all’identificazione di un complice, Emils Laurens, arrestato a Napoli tre giorni dopo e successivamente trasferito a Genova, dove è detenuto nel carcere di Marassi.
Nonostante le chiare evidenze investigative, Laurens ha minimizzato il proprio coinvolgimento e non ha fornito dettagli significativi né sui mandanti del piano né sulle sue specifiche modalità.
Nel corso dell’inchiesta, la procura ha ottenuto a maggio l’estradizione di un terzo marinaio lettone, arrestato in Spagna in virtù di un mandato d’arresto europeo e ora in custodia cautelare. La posizione di tutti i marinai coinvolti è tuttora legata al fascicolo sugli accessi informatici ai sistemi della nave Gnv Fantastic, sebbene il movente preciso di queste azioni non sia ancora stato completamente chiarito dagli atti disponibili.
Il contesto dei dispositivi a bordo
Il caso si connette a una querela presentata il 10 dicembre presso il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Liguria.
La ricostruzione investigativa ha coinvolto due traghetti italiani della compagnia Grandi Navi Veloci: la Fantastic e la Bridge. Sulla Gnv Fantastic, il primo allarme è scattato sul ponte di comando, dove un dispositivo sconosciuto, successivamente rimosso, risultava collegato e in grado di ricevere comandi a distanza.