Google sta accelerando la trasformazione della ricerca in un vero e proprio ambiente operativo per agenti AI. Con il lancio della Connected Apps Platform, l'azienda mira a consentire a imprese e sviluppatori di collegare le proprie applicazioni direttamente a Gemini e Search. L'obiettivo va oltre la semplice aggiunta di scorciatoie: la piattaforma è progettata per rendere i servizi esterni direttamente azionabili all'interno delle esperienze AI di Google, eliminando la necessità per l'utente di aprire ogni singola app per compiere un'azione specifica.
Questa iniziativa segna un passo significativo verso un'interazione più fluida e integrata con i servizi digitali.
La Connected Apps Platform: funzionalità e impatto per gli sviluppatori
La Connected Apps Platform è attualmente disponibile in anteprima pubblica per gli sviluppatori negli Stati Uniti che si sono iscritti a una lista d'attesa. Il modello di integrazione prevede l'utilizzo di server MCP cloud-hosted o Android MCP, sfruttando le AppFunctions API. La gestione e il controllo delle applicazioni avvengono tramite la Google Connected Console, da cui gli sviluppatori possono registrare, testare e inviare le proprie app. È possibile scegliere se rendere l'applicazione accessibile esclusivamente in Gemini, in Search, o in entrambi gli ambienti, offrendo una flessibilità notevole nella strategia di distribuzione.
Un aspetto cruciale della piattaforma riguarda il controllo operativo post-pubblicazione. Google garantisce agli sviluppatori la possibilità di monitorare metriche fondamentali come il traffico, la latenza e gli errori, mantenendo al contempo elementi distintivi dell'identità del brand, inclusi loghi verificati e account autenticati. Per le aziende, questa architettura rappresenta una nuova forma di distribuzione dei servizi: non più limitata alla presenza su pagine web o negli app store tradizionali, ma estesa alla disponibilità diretta all'interno dei flussi conversazionali e delle interazioni basate su agenti AI. Questo apre scenari inediti per la visibilità e l'accessibilità dei prodotti e servizi digitali.
L'integrazione delle app nel cuore della ricerca di Google
L'integrazione delle applicazioni di terze parti sta progressivamente entrando nel cuore della ricerca di Google. Già a luglio 2026, era stata segnalata l'introduzione di integrazioni di app in Search tramite la modalità AI negli Stati Uniti, con esempi concreti come Instacart, Canva e YouTube Music. L'attuale lancio della Connected Apps Platform conferma e amplifica questa direzione, trasformando quelle che erano partnership sperimentali in un canale strutturato e aperto per l'onboarding di nuove applicazioni su larga scala.
Questo passaggio è di fondamentale importanza, considerando che Search rimane il principale punto di accesso all'informazione per miliardi di utenti a livello globale.
Se un agente AI è in grado non solo di suggerire un contenuto pertinente, ma anche di compiere azioni dirette – come aggiungere ingredienti a un carrello della spesa, avviare la creazione di un progetto grafico o generare una playlist musicale – la ricerca si evolve in una vera e propria interfaccia transazionale. La Connected Apps Platform, in questo contesto, sposta il valore intrinseco della ricerca dalla semplice fornitura di risposte alla capacità effettiva di completare azioni complesse e utili per l'utente.
La nuova SEO per il web agentico
L'iniziativa di Google è interpretata come uno dei primi e più significativi equivalenti della SEO (Search Engine Optimization) per il cosiddetto web agentico.
Questa definizione è particolarmente calzante: proprio come l'ottimizzazione per i motori di ricerca ha storicamente reso le pagine web visibili e accessibili nelle pagine dei risultati (SERP), le app connesse hanno il potenziale di rendere servizi e funzioni specifiche reperibili e utilizzabili direttamente all'interno delle risposte e delle azioni generate dagli agenti AI. Si prefigura così un nuovo paradigma per la visibilità online, dove la capacità di un'applicazione di integrarsi e interagire con gli ambienti AI di Google diventerà un fattore determinante per il suo successo e la sua diffusione nel panorama digitale.