La qualità dell’aria negli ambienti chiusi sta emergendo come una sfida tecnologica e sanitaria cruciale. In questo contesto, Greenairy si distingue sviluppando torri vegetali intelligenti, concepite per migliorare l'aria in uffici, scuole, hotel e spazi commerciali, dove i sistemi di climatizzazione spesso limitano il naturale ricambio. Il problema non si limita a polveri o pollini, già gestiti dai purificatori tradizionali, ma si estende a gas tossici e VOC (composti organici volatili), sostanze che evaporano facilmente e possono accumularsi pericolosamente negli ambienti interni.

Greenairy: l'innovazione di piante e microbi contro i VOC

La genesi di questa startup è legata all'esperienza di Tanvi Thombre e Lakshya Saraf, le fondatrici che, durante il percorso universitario, hanno approfondito l'esposizione a fumi generati da laser cutter, stampanti 3D e saldatori. Questa ricerca ha ispirato la progettazione di torri innovative, capaci di aspirare l'aria, facilitare la degradazione dei gas nocivi attraverso l'azione combinata di piante e microbi, e quindi reimmettere aria purificata nell'ambiente. Le torri vegetali intelligenti di Greenairy non sono semplici complementi d'arredo, ma veri e propri sistemi biofiltranti attivi, ingegnerizzati per accelerare processi di purificazione che, in una comune pianta in vaso, sarebbero significativamente più lenti.

I test pilota, condotti in uffici a Singapore e monitorati con strumentazione certificata RESET, hanno permesso a Greenairy di confrontare l'efficacia delle proprie torri con quella di un ionizzatore medicale e un purificatore HEPA. I risultati hanno evidenziato una riduzione del 50% sia dei livelli medi sia dei picchi giornalieri di VOC durante l'orario lavorativo. Questi dati sono stati sottoposti a validazione da parte di TÜV SÜD, un passaggio fondamentale per un settore in cui le dichiarazioni sulle prestazioni richiedono misurazioni indipendenti e replicabili, a garanzia della trasparenza e dell'affidabilità.

Le sfide del mercato della purificazione indoor

Il mercato della purificazione dell'aria interna presenta una criticità: molte tecnologie esistenti sono efficaci nel trattare il particolato, ma meno performanti contro i gas.

I filtri HEPA, per esempio, eccellono nell'intercettare le particelle fini, ma per contrastare sostanze come formaldeide, benzene o altri VOC sono necessari materiali adsorbenti specifici, frequenti ricambi o l'implementazione di processi chimici e biologici dedicati. Le torri vegetali intelligenti di Greenairy propongono un approccio alternativo: minimizzare la dipendenza dai filtri consumabili, integrando invece organismi viventi come parte integrante dell'infrastruttura ambientale degli edifici.

Questa scelta innovativa comporta, tuttavia, nuove complessità operative, tra cui la manutenzione delle piante, la stabilità a lungo termine del sistema microbico, la capacità di adattamento a diverse concentrazioni di inquinanti e la verifica delle prestazioni nel tempo.

Greenairy prevede di avviare la produzione su larga scala solo dopo aver ottenuto le necessarie certificazioni, con l'obiettivo di installare i primi prodotti destinati al mercato di massa a Singapore nella prima metà del 2027. Questa tempistica, improntata alla prudenza, riflette la necessità di un hardware che non solo dimostri efficacia, ma anche una solida affidabilità operativa nel contesto reale.