Nella sua base di Trieste, Saipem ha ospitato una delegazione internazionale composta da partner industriali, centri di ricerca, istituzioni e stakeholder europei. L'evento, intitolato "Accelerating CCUS Deployment by Connecting Policy, Industry, and Innovation", legato all'annual meeting del progetto COREU, ha illustrato tecnologie di monitoraggio per infrastrutture sottomarine di trasporto e stoccaggio della CO₂.

Protagonista della dimostrazione è stato FlatFish, il drone subacqueo autonomo di Saipem. Progettato per ispezionare e monitorare infrastrutture offshore, acquisisce dati sul fondale marino e supporta il controllo di siti di stoccaggio e reti sottomarine dedicate alla CO₂.

Il mezzo può anche imbarcare sistemi di rilevamento per fuoriuscite di CO₂ offshore.

Le dimostrazioni operative a Trieste

Oltre 70 partecipanti hanno assistito, nella base Saipem, al rilascio e alla dimostrazione delle capacità operative di FlatFish. Il drone è stato presentato come soluzione per il controllo di infrastrutture offshore (in particolare gasdotti e siti di stoccaggio CO₂ sottomarini), raccogliendo dati e sensori utili al monitoraggio.

Saipem ha mostrato anche la piattaforma Hydrone e altre soluzioni per ispezione, sorveglianza, monitoraggio e interventi rapidi offshore. La dimostrazione ha evidenziato il legame tra robotica autonoma, sensoristica e raccolta dati per il controllo delle infrastrutture sottomarine della filiera CO₂, con focus sulle operazioni a Trieste.

Il progetto COREU e le tecnologie per la CO₂

Il progetto COREU, finanziato da Horizon Europe e coordinato da SINTEF Energy Research, coinvolge oltre 40 partner industriali e scientifici. Obiettivo: sviluppare infrastrutture sicure e scalabili per cattura, trasporto e stoccaggio della CO₂. L'evento triestino ha riunito i soggetti della filiera industriale e scientifica europea, promuovendo la collaborazione.