Al Geoparc Bletterbach, in Alto Adige, ha preso il via la prima dimostrazione ufficiale del progetto di ricerca europeo Hurricane. Coordinato dal centro terraXcube di Eurac Research a Bolzano, l'iniziativa ha impiegato droni per l'esplorazione aerea e veicoli terrestri senza pilota per ispezionare terreni impervi, simulando uno scenario di soccorso alpino ad alto rischio.

La prova, svoltasi il 15 ottobre 2026 e presentata il giorno seguente, ha riprodotto una situazione critica nella gola del Bletterbach. Un violento temporale, frane, caduta massi, la presenza di persone disperse, un terreno difficilmente accessibile e una copertura di rete mobile limitata o assente hanno costituito il contesto dell'esercitazione.

In questo complesso scenario, sistemi robotici autonomi sono stati attivati per esplorare l'area, individuare potenziali pericoli, cercare i dispersi e trasmettere ai soccorritori dati cruciali come la posizione, immagini video e informazioni tecniche dettagliate, fornendo un supporto fondamentale alle operazioni di ricerca e salvataggio.

La simulazione nel canyon del Bletterbach

Durante la dimostrazione, i droni hanno operato dall'alto, fornendo una visione complessiva e strategica, mentre i veicoli terrestri senza pilota si sono occupati di raccogliere informazioni da zone particolarmente difficili da raggiungere o considerate potenzialmente pericolose. Tutti i dati acquisiti sono confluiti in una panoramica condivisa della situazione, concepita per offrire alle squadre operative sul campo una mappa conoscitiva comune e aggiornata in tempo reale.

Un aspetto fondamentale della sperimentazione ha riguardato anche la capacità di garantire lo scambio di dati in condizioni di connessione limitata, un fattore critico negli interventi reali in aree remote.

Riccardo Parin, responsabile scientifico del progetto Hurricane per Eurac Research, ha sottolineato l'importanza di questa fase di integrazione delle tecnologie sviluppate dai partner europei. "La vera innovazione sta nella capacità di costruire un sistema integrato e affidabile che risponda alle esigenze operative di chi interviene sul campo", ha affermato Parin, evidenziando come l'obiettivo sia creare un sistema unico e coeso, capace di combinare efficacemente strumenti diversi per massimizzare l'efficacia delle operazioni di soccorso.

Alla dimostrazione ha partecipato attivamente anche il Soccorso Alpino e Speleologico dell'Alto Adige. Il direttore Dario Tassara ha evidenziato il ruolo crescente delle nuove tecnologie negli interventi in quota. Ha richiamato l'attenzione in particolare sulle attività in cui le squadre di soccorso devono valutare con rapidità percorsi praticabili, identificare i pericoli presenti nell'area e accertare la possibile presenza di persone coinvolte, ambiti in cui il supporto robotico e dei droni può fare una differenza sostanziale nelle prime fasi dell'intervento.

Il progetto europeo e i prossimi test

Il progetto Hurricane è finanziato nell'ambito del programma Horizon Europe e coinvolge un consorzio di 14 partner europei.

Attivo dal 2025 al 2028, il progetto prevede ulteriori test in diversi contesti operativi, inclusi scenari urbani complessi e situazioni di incendi boschivi, oltre a quelli già condotti con successo in ambiente alpino. Questi test mirano a perfezionare l'efficacia e l'adattabilità dei sistemi robotici in una vasta gamma di emergenze.