La legge social media California è giunta a una fase cruciale prima della sua entrata in vigore. Meta, Google e TikTok hanno avviato azioni legali per bloccare l’Assembly Bill 1709, un provvedimento firmato dal governatore Gavin Newsom, la cui attuazione è prevista per il 1° gennaio 2027. Questo scontro apre un nuovo fronte tra la tutela dei minori, la libertà editoriale delle piattaforme e la privacy online. Al centro della disputa vi sono le funzioni considerate addictive, ovvero capaci di prolungare l’utilizzo delle piattaforme: l'autoplay, i feed personalizzati e i sistemi di raccomandazione destinati agli utenti sotto i 16 anni.

AB 1709 e le funzioni addictive

La norma vieta alle piattaforme di offrire video in autoplay e feed personalizzati ai minori di 16 anni. Impone inoltre la cancellazione degli account qualora tali funzioni non vengano disattivate. Le sanzioni per le violazioni potrebbero raggiungere i 50.000 dollari per ogni utente minorenne coinvolto. Questa impostazione trasforma la regolazione dell’esperienza utente in un ambito giuridico ad alta intensità, poiché interviene direttamente sulle modalità di ordinamento, proposta e distribuzione dei contenuti.

Le aziende contestano proprio questo punto. Meta sostiene che l’AB 1709 interferisca con le sue scelte editoriali e violi il Primo Emendamento. Google e TikTok hanno presentato argomentazioni simili, richiamando anche il ruolo della Section 230.

In sostanza, le piattaforme descrivono la legge social media California non come una semplice misura di sicurezza, ma come un vincolo imposto dallo Stato alla curatela algoritmica dei contenuti.

Il contesto californiano e la sovrapposizione normativa

La California persegue da anni l'obiettivo di limitare le pratiche ritenute dannose per i minori. Le grandi aziende tecnologiche, dal canto loro, rispondono con ricorsi volti a bloccare le normative statali giudicate eccessivamente invasive. L’AB 1709 si affianca al Senate Bill 976, anch’esso con entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2027, che limita i feed addictive per i minori senza consenso genitoriale.

La sovrapposizione normativa è uno dei punti più delicati.

TikTok sostiene che l’AB 1709 finisca per superare anche il consenso parentale, privando le famiglie della possibilità di scegliere strumenti come limiti di tempo, modalità restrittive o feed personalizzati ritenuti utili. La California, al contrario, considera l'autoplay e le raccomandazioni continue come elementi strutturali di un design concepito per trattenere l’attenzione degli adolescenti per periodi prolungati.

Privacy e potere delle piattaforme

La questione non riguarda unicamente la libertà di espressione e la tutela dei minori. Gli esperti di diritti digitali,