La decisione di Sequoia Capital di chiudere il programma Sequoia Scouts rappresenta più di una semplice riorganizzazione interna. Essa segna l'inizio di una fase nuova per il venture capital, dove l'accesso diffuso al deal flow cede il passo a reti più ristrette, maggiormente controllate e potenzialmente più onerose da gestire. Questa mossa si inserisce in un riassetto più ampio che include anche la chiusura dell'ufficio di Londra, ma il punto focale rimane la fine del modello scout: un formato che Sequoia stessa aveva contribuito a rendere popolare circa diciassette anni fa e che in seguito molti altri fondi avevano emulato.
Il modello Scout: da vantaggio competitivo a ripensamento strategico
Il modello degli scout era nato da un'intuizione chiara: permettere a founder, operatori e figure vicine agli ecosistemi startup di investire per conto del fondo, intercettando così società promettenti prima che queste diventassero visibili ai grandi investitori. In un periodo di intensa competizione per l'accesso alle migliori startup early stage, il programma Sequoia Scouts costituiva una rete distribuita di ascolto, presenza e reputazione, offrendo un vantaggio competitivo significativo.
Tuttavia, quel modello mostra oggi i suoi limiti. I grandi fondi sono divenuti più noti, più strutturati e più capaci di attrarre direttamente i founder di maggiore talento.
Di conseguenza, una rete estesa di scout può rivelarsi meno essenziale, specialmente se genera un elevato numero di contatti ma pochi segnali realmente qualificati. La questione non è la scomparsa degli scout, bensì il passaggio da programmi ampi a formule più selettive, che prevedono un numero minore di partecipanti e maggiori risorse dedicate a coloro che dimostrano di generare valore concreto.
Chiusura dell'ufficio di Londra, ma l'Europa resta un obiettivo
La fine del programma Sequoia Scouts si lega a una riorganizzazione ancora più estesa che comprende la chiusura dell'ufficio di Londra, l'interruzione dell'acceleratore Arc, la fusione dei team early-stage e growth, e una revisione di alcune pratiche interne della partnership.
Sequoia Capital afferma di poter continuare a supportare i founder europei direttamente dalla Bay Area, senza la necessità di mantenere una presenza locale stabile.
Questa scelta è particolarmente significativa, considerando che l'ufficio di Londra era stato aperto sei anni fa proprio come presidio europeo. Il team locale includeva figure come Luciana Lixandru, Julien Bek, Anas Biad e George Robson. Luciana Lixandru ha optato per rimanere in Europa, mantenendo il suo ruolo di partner e continuando a sostenere le startup del continente, anche con capitali propri. Il messaggio operativo è inequivocabile: l'interesse per il mercato europeo non viene meno, ma la struttura attraverso cui esso viene gestito subisce un cambio di rotta sostanziale.
Il venture capital si orienta verso una maggiore concentrazione
La chiusura di Sequoia Scouts si inserisce in un trend più ampio che vede i fondi di venture capital ricercare una minore dispersione e una maggiore intensità negli investimenti. Anche altri importanti attori del settore hanno rivisto programmi analoghi, puntando su scout più attivi, relazioni più profonde e una maggiore responsabilità nella selezione. In sintesi, il venture capital sembra evolvere da un approccio diffuso a uno più mirato e concentrato sulle opportunità di maggior impatto.