Dopo aver sbancato con i 12 milioni di telespettatori nello spettacolo dedicato alla Costituzione italiana, Roberto Benigni, trascorsi due anni, riapparirà sul piccolo schermo di Rai 1 per condurre due serate aventi per tema I Dieci Comandamenti. Le date fissate sono il 15 e 16 dicembre. Naturalmente, in conferenza stampa per presentare la sua nuova opera, il Roberto nazionale conferma la sua personalità trascinante.

Perché i 10 Comandamenti

Ricordando che sono 40 anni che collabora in Rai, ha precisato di non essersi montato la testa, nonostante i successi ottenuti negli spettacoli con la Divina Commedia di Dante, la Costituzione e l'Inno di Mameli.

Adesso è la volta dei Dieci comandamenti. E per l'anno prossimo ha scherzato proponendo un'esegesi sui sette nani. La scelta di questo tema è stata determinata dal fatto che la Bibbia è il testo mondiale più diffuso e tutti hanno la convinzione di conoscerne i Dieci comandamenti. Ma in realtà c'è molta confusione: c'è quello che crede che non bisogna uccidere la donna d'altri e quello che non bisogna rubare durante le feste. La loro lettura ha convinto Benigni di come hanno marchiato l' intero mondo per il loro contenuto morale ed etico. Le definisce regole ancora attuali e quanto il teorema di Pitagora. I giornalisti hanno chiesto a Benigni se dietro il tema trattato non ci sia un interesse anche spirituale.

Il regista, precisando che il senso religioso è presente anche se stiamo parlando di politica, ritiene che questo senso è presente anche nel suo lavoro ed è stato sempre alla base di tutti gli spettacoli tenuti. Ma, comunque, un spettacolo sui 10 comandamenti non ha niente a che vedere col misticismo. Alla domanda su quali sono i suoi comandamenti preferiti, Benigni non si è smentito.

Ha scherzato sull'argomento spiegando come il "non commettere atti impuri", in origine, era "non commettere adulterio". Mentre alla richiesta di quale sia il comandamento preferito ha risposto con "adora il padre e la madre" e "ricordati di santificare le feste" perché sono gli unici due che non rappresentano un divieto.

Matteo Renzi

Non poteva mancare una battuta anche su Matteo Renzi. Benigni ricorda che per fortuna non si è giunti al comandamento 18, con una evidente attinenza allo Statuto dei Lavoratori. Ricordando che stanno lavorando alle modifiche della Costituzione, è bene procedere subito allo spettacolo sui Comandamenti, prima che pensino di modificare anch'essi. Ormai, ha dichiarato il comico, oltre al lavoro è sparita anche la parola che lo definisce, così bella, ma sostituita da job, alquanto brutta. Ha ricordato di quando tutti dicevano che l'uscita di scena di Berlusconi avrebbe fatto piangere i comici e, invece, è arrivato Matteo Renzi a prenderne il posto. Sul disastro di Genova ha detto che la questione non è divina, ma legata al semplice mancato rispetto dei tre comandamenti: non dire falsa testimonianza, non rubare e non ammazzare. La punizione sulla città è scaturita dall'incuria degli stessi uomini. Per finire Roberto ha preannunciato un nuovo film, ma senza dare altri informazioni in merito.