Giovedì 7 aprile 2016, i giornalisti di Pomeriggio Cinque, il programma pomeridiano condotto da Barbara D'Urso, mettono a segno un’altra esclusiva. Si tratta di una prima e inedita intervista a Padre Graziano, l’ex parroco di diCa'Raffaello accusato dell’omicidio di Guerrina Piscaglia.

Vittima di un complotto

Padre Graziano è sicuro di essere stato vittima di un complotto. Non è mai piaciuto ad alcune persone del paese.

Infatti, dopo pochi mesi dal suo arrivo in parrocchia, qualcuno (di cui, al momento, non viene precisata l’identità) aveva inviato una lettera al Vescovo per chiedere l’allontanamento di Padre Graziano.Anche ammettendo che sia vero, e che ci sia del razzismo da parte dei paesani, restano degli atteggiamenti, delle testimonianze e degli sms equivoci tra Padre Graziano e Guerrina.

“Non ero innamorato”

Padre Graziano mette ben in chiaro di non essere mai stato innamorato di Guerrina e di non aver mai avuto una relazione sentimentale con lei.

Afferma di non essersi accorto più di tanto delle attenzioni che la donna aveva per lui. Però sapeva che Guerrina desiderava un figlio nero, e per questo andava in giro a chiedere, a chiunque fosse di colore, di avere un rapporto con lei.Questa ultima dichiarazione è la più forte, e se falsa, la più offensiva che potesse essere detta sulla povera Guerrina.

La famiglia di Guerrina

Padre Graziano, oltre che con Guerrina, aveva un buon rapporto con Lorenzo, il figlio della donna.

Padre Graziano conferma il suo affetto e la sua amicizia verso il ragazzo, ma anche per Mirco, il marito, e Benito, il suocero. Soffre con loro per la sparizione di Guerrina, che lui è convito, è viva e felice da qualche parte.Dice di aver visto Benito e Mirco dispiaciuti per lui. Il tutto sarebbe successo l’ultima volta che Padre Graziano è tornato in paese a prendere i suoi abiti. Non ha parlato con loro. Dice di averlo intuito dai loro sguardi. È sicuro che loro sappiano che lui è innocente e vittima di un complotto.

“Non sono colpevole”

Padre Graziano respinge ogni accusa. Afferma che in quanto uomo di Dio non mente, non oserebbe mai. Non teme nulla, sicuro della volontà di Dio e dei suoi difensori. L’unica cosa che può preoccuparlo è di essere vittima di un’ingiustizia, cosa, a suo dire, in parte già avvenuta.Se saranno tolti gli arresti domiciliari al prete dal convento romano dell’ordine dei Premostratensi, sarà costretto a tornare in carcere.

Non lo sente come un problema, purché vadano avanti le indagini. In carcere confessa di aver trovato molta più solidarietà che fuori.

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