Teatro, arte e cultura in Italia vengono poco valorizzati, nonostante il vasto panorama italiano di giovani talenti. In questi ultimi anni l’assenza di denaro pubblico, i pochi investitori e la latitanza di sponsor hanno sicuramente contribuito a impoverire il settore, non solo dal punto di vista economico ma anche culturale. L’Italia nella morsa della crisi che ha sicuramente coinvolto anche il mercato dell’arte italiano, deve puntare sulla forza della creatività attraverso strategie di sviluppo volte a trovare nuovi investitori e finanziamenti pubblici. Ce ne parla la cantante Martha Rossi, protagonista di amici” di Maria De Filippi e star di innumerevoli musical di successo, tra cui Peter Pan, We Will Rock You e Biancaneve.

Intervista a Martha Rossi

Cosa vuol dire essere una cantante e attrice teatrale in Italia?

Ho lavorato all’estero per molto tempo. Posso farti un paragone molto chiaro e preciso tra il Paese che amo, che è naturalmente l’Italia, che mi ha cresciuta e formata e l’Inghilterra, dove ho avuto modo di lavorare. Fare il performer teatrale in generale è considerato un lavoro usurante e faticoso, che puoi svolgere per un periodo limitato, quindi ben retribuito per poi poter affrontare eventuali problemi futuri. In Inghilterra l’artista viene valorizzato perché ha un qualcosa in più, un talento a cui dar voce. Chi fa il cantante, l’attore, il ballerino, lo scenografo o si esprime con una qualsiasi altra forma artistica viene rispettato e apprezzato dato che quello che fa è considerato speciale e di grande valore sociale.

In Italia non è sempre così, quante volte personalmente ho sentito dirmi: oltre questo, qual è il tuo vero lavoro? Purtroppo è un pensiero culturale italiano difficile da sradicare, e che quindi sminuisce il lavoro di un performer. Dietro un artista ci sono sempre anni di gavetta, di studi e di preparazione, non si finisce mai di imparare come per un qualsiasi altro lavoro da scrivania.

Gli anni e l’esperienza mi hanno insegnato di non mollare, perché chi la dura la vince.

Come avvengono le selezioni per uno spettacolo. Credi che i casting siano meritocratici, in linea generale?

Personalmente mi ritengo fortunata, perché ho incontrato la persona giusta nel momento giusto. Maria De Filippi mi ha scelta per il programma più bello d’Italia “Amici” e mi ha regalato un inizio di carriera che ancora oggi mi da grandi soddisfazioni.

Le selezioni per i cantanti per i musical sono molto simili, è fondamentale per una buona riuscita la voce e la scelta del brano da eseguire. Conta anche molto in alcuni casting come ti poni, come parli. Dico sempre ai miei allievi che avere una buona dialettica è una delle chiavi di successo in questo mondo che, pian piano, si misura sempre più attraverso i ‘like’ sui social che non sui contenuti reali. Inoltre, devi essere bravo perché sul palco di un teatro è buona la prima, non c’è possibilità di replica, quindi si in linea di massima, le selezioni sono meritocratiche.

Quante ore di lavoro, di preparazione atletica, di studio ci sono dietro uno spettacolo?

Un musical si porta in scena con circa 30 giorni di prove, tutti i giorni dalla mattina alle ore 8 alla sera.

Delle volte si lavora anche di notte soprattutto se si è vicini al debutto. Lo spettacolo può essere portato in tour per l’Italia per mesi, soprattutto quando si tratta di show nazionali. In realtà quando provi, non pensi a quanto può essere faticoso lavorare così intensamente perché l’unico obiettivo è riuscire ad emozionare per regalare un momento magico agli spettatori. La mia più grande soddisfazione è data dal sorriso di chi viene a vederci, questo mi ripaga per tutto il lavoro svolto.

Il 20 ottobre è uscito il tuo ultimo singolo Distante che tuttora si trova nelle prime posizioni delle classifiche Radio Italiane ed il videoclip ha raggiunto più di 150k views in pochissimi giorni, il web ti ha premiata pur non avendo una casa discografica, cosa vuoi dire a riguardo?

Sono molto felice del risultato raggiunto con Distante.

Devi sapere che sono riuscita a realizzare questo singolo ed il videoclip, grazie all’aiuto dei miei Fan che hanno contribuito ad una campagna su Music Raiser raccogliendo circa 4700 euro. Questi soldi sono stati investiti nel videoclip che vede come protagonisti Luca e Katia di Scherzi di Coppia Star del Web amati da più di 650k persone iscritte nel loro canale YouTube. Luca e Katia sono dei miei grandi amici, non è stata una scelta casuale, perché ho deciso di puntare tutto sul Web delusa dal risultato dello scorso Sanremo Giovani in cui Distante pur essendo stata la canzone più ascoltata sul sito della Rai, non è passata nella rosa dei 6 brani selezionati. Sono felice perché ho realizzato tutto da sola, con l’aiuto di Francesco De Benedittis produttore ed autore di “Distante”, e i miei Fan che da anni mi sostengono e mi danno forza.

Sono un prodotto del Web e ne vado fiera, alla fine il Web è fatto da persona che decidono con la propria testa cosa seguire o meno, non c’è trucco non c’è inganno.

Lo stipendio secondo te è proporzionato all'impegno investito?

Questo è un altro punto che vorrei approfondire. Abbiamo parlato di meritocrazia, di differenze culturali, ma bisogna scendere nel concreto per capire come gli artisti vivono. In Inghilterra pur essendoci dei costi di vita più elevati rispetto che in Italia, gli stipendi sono buoni e ti permettono di avere un tenore agiato. Purtroppo nel nostro Paese non è così. In generale, non posso dire di aver guadagnato poco ma c’è differenza retributiva tra chi è protagonista e chi svolge un ruolo d’ensemble.

Giustamente questa diversità è chiara anche fuori dall’Italia, con l’unica differenza che qui, quasi tutte le società produttrici di musical, assumono i ragazzi per lo spettacolo dandogli la minima sindacale, facendoli guadagnare meno di un commesso o di una segretaria. E’ una regola non scritta alla quale ci si potrebbe ribellare, non accettando ruoli sottopagati ma è un campo molto selettivo, dove è già difficile essere ingaggiati, quindi per molti vale più il sogno del portafogli. Posso certamente dire che ci vorrebbero più investimenti e un maggiore sostegno da parte dello Stato per permettere alle produzioni di poter offrire compensi proporzionati al lavoro svolto, non solo dai performer ma anche dai tecnici, dai registi, dagli autori, tutti quelli che contribuiscono a questa grande macchina che è il teatro.

Noi italiani siamo invidiati in tutto il mondo per la nostra arte, il nostro carisma, siamo gli inventori del bel canto, siamo quelli che fanno emozionare ed è per questo che è importante offrire maggiori possibilità ai nostri talenti.

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