Nicola Rao, direttore del Giornale Radio e di Rai Radio1, ha chiarito la mancata conferma di Lupus in Fabula, la rubrica affidata a Pietrangelo Buttafuoco. Il programma, dedicato ad autori della letteratura mondiale nella fascia mattutina, è stato interrotto senza alcun mistero, come ha spiegato Rao. La motivazione principale è che il format era troppo di nicchia per Radio1, un’emittente che si rivolge a un pubblico generalista e non a una platea già orientata verso contenuti letterari specialistici.
La decisione si fonda sul rapporto tra il format e la sua collocazione editoriale.
Lupus in Fabula proponeva un percorso sugli scrittori e sui grandi nomi della letteratura mondiale, ma secondo Rao, tale offerta risultava eccessivamente settoriale per il profilo mattutino di Radio1. La scelta di non confermare la rubrica è una valutazione di palinsesto, legata alla natura del servizio e al pubblico di riferimento, non a ragioni esterne al programma.
Rao ha anche ricordato di aver voluto personalmente la trasmissione dopo la sua nomina alla guida del Giornale Radio e di Rai Radio1. Il direttore ha proposto a Buttafuoco di contribuire alla nuova programmazione, inserendo una rubrica letteraria in un contesto radiofonico dominato da informazione, attualità e contenuti destinati a un ascolto ampio.
Questo passaggio è rilevante, poiché colloca la nascita del programma in una scelta editoriale dello stesso Rao, poi modificata alla luce dell'esperienza di messa in onda.
Nella ricostruzione del direttore, pesa inoltre la reazione successiva allo stop. Rao ha criticato chi ha mostrato interesse per Lupus in Fabula solo dopo la decisione di non rinnovarla, sostenendo che durante l'anno di programmazione non erano arrivati apprezzamenti significativi. La rubrica non viene descritta come un progetto bocciato nel merito culturale, ma come un contenuto non abbastanza adatto alla funzione generalista della rete e non sostenuto, nel corso della sua presenza in palinsesto, da un riscontro tale da giustificarne la conferma.