L'attrice Barbara Bouchet è stata ospite il 29 ottobre 2026 della trasmissione “La volta buona” su Rai1, dove ha condiviso un significativo episodio familiare che riguarda il figlio, lo chef Alessandro Borghese. Nel salotto condotto da Caterina Balivo, Bouchet ha rivelato come Borghese abbia a lungo percepito il peso e la difficoltà di essere identificato principalmente come “figlio di” un personaggio noto. Il suo racconto ha messo in luce un tentativo materno di aiuto, avvenuto in un momento delicato dopo il naufragio dell’Achille Lauro, e la successiva, categorica richiesta del figlio di non intervenire più nella sua sfera professionale.
Il colloquio dopo il naufragio dell’Achille Lauro
Bouchet ha rievocato l'episodio collocandolo nel periodo immediatamente successivo al tragico naufragio della nave da crociera Achille Lauro, avvenuto il 30 novembre 1994. Alessandro Borghese, che fortunatamente si salvò da quell'esperienza drammatica, manifestò il desiderio di riprendere a lavorare sulle navi da crociera. L'attrice, mossa da preoccupazione ma anche dalla volontà di sostenere il figlio nel suo percorso, decise di intervenire, contattando una direttrice per organizzare un colloquio di lavoro. Tuttavia, questa iniziativa, sebbene dettata da buone intenzioni, non sortì l'effetto sperato. Il giovane Borghese si recò a Genova per l'incontro, ma si trovò di fronte a una reazione inaspettata e piuttosto dura.
La donna lo accusò apertamente di voler sottrarre opportunità lavorative ad altri e gli suggerì, con una certa perentorietà, di seguire piuttosto la strada artistica e già affermata della madre. Questo racconto evidenzia non il presunto privilegio derivante da un cognome celebre, ma piuttosto la profonda difficoltà di affermare il proprio valore e la propria identità professionale quando l'immagine pubblica della famiglia precede e talvolta oscura ogni percorso personale e autonomo.
La scelta di costruirsi da solo
La reazione di Alessandro Borghese a quel colloquio fu immediata e decisiva. Profondamente ferito dall'accaduto e dalle parole ricevute, chiese esplicitamente alla madre di non intercedere mai più per lui in ambito lavorativo.
Barbara Bouchet ha dichiarato di aver rispettato fedelmente quella richiesta, astenendosi da allora da qualsiasi ulteriore intervento volto a favorire la carriera del figlio. Nel suo toccante racconto, emerge chiaramente come la brillante carriera dello chef sia nata proprio da questa ferma presa di distanza da ogni possibile scorciatoia o facilitazione, e da un intrinseco bisogno di costruire la propria autonomia professionale. Questo passaggio è particolarmente significativo poiché chiarisce anche un cambio di prospettiva vissuto dalla stessa attrice: da volto noto del cinema e della televisione, spesso chiamata a difendere la propria identità professionale al di là degli stereotipi, a madre di un figlio che è diventato a sua volta un personaggio popolare e riconosciuto sia nel mondo della televisione che in quello della ristorazione, ma che ha scelto di farlo con le proprie forze.
Il profilo di Barbara Bouchet
Barbara Bouchet ha attraversato il mondo del cinema e della televisione, rivendicando, in più occasioni, il desiderio di essere considerata e apprezzata per il proprio lavoro e talento, andando oltre l'immagine pubblica che le è stata cucita addosso nel corso degli anni. La sua carriera è stata un percorso di affermazione personale e professionale, spesso in un contesto che tendeva a etichettarla più per il suo aspetto che per le sue capacità attoriali.