La scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta a Mazara del Vallo il 1° settembre 2004 quando la bambina aveva quattro anni, è al centro della docu-serie televisiva Troviamo Denise - Storia di una bambina scomparsa. Il programma, composto da quattro episodi, sarà in onda in prima visione assoluta da lunedì 26 ottobre alle 21:15 su Sky Crime e Sky Documentaries, ed è disponibile anche in streaming su Now. Il progetto è realizzato da OnePodcast Studios e prodotto da Sky e Hearst.
L'inchiesta è guidata dal giornalista Marco Maisano, che concentra il racconto sulla possibilità che qualcuno, quel giorno, abbia visto o saputo qualcosa.
La sua analisi parte da un dato territoriale preciso: Mazara del Vallo è una città medio-piccola di circa 50.000 abitanti, e il luogo della scomparsa era una via periferica ma in una zona di mercato. Per questo Maisano considera «improbabile, se non impossibile» che nessuno abbia notato nulla, legando la docu-serie alla ricerca di chi, a suo giudizio, «qualcuno sa».
Il percorso narrativo attraversa ventidue anni di indagini, tra piste seguite e abbandonate, testimonianze cambiate, processi, archiviazioni e riaperture. La serie riesamina i punti rimasti oscuri e ascolta figure centrali. Tra i contributi, un'intervista con Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi. Maisano la definisce «un vero e proprio confronto», incentrato sulla sua versione dei fatti, sul rapporto con Piero Pulizzi e sui suoi spostamenti il 1° settembre 2004.
Altro asse del racconto è Piera Maggio, madre di Denise. La docu-serie ne propone il ritratto di una donna che in ventidue anni non ha smesso di cercare la verità, pur senza riabbracciare la figlia o ottenere una verità giudiziaria. Maisano racconta di aver incontrato una madre stanca, segnata dal tempo e dai pensieri continui, ma ancora legata a una convinzione essenziale: «non ha perso la speranza».
Gli interrogativi aperti sul caso
Nel ricostruire la vicenda, Maisano individua aspetti che, a suo giudizio, avrebbero meritato ulteriori approfondimenti. Tra questi, l'avvistamento di Milano riferito dalla guardia giurata Felice Grieco poche settimane dopo la scomparsa.