Il 3 ottobre 2026, Milo Infante è stato ospite a Verissimo, dove ha affrontato temi legati al suo recente passaggio a Mediaset, alla sua vita privata e all'impatto che il lavoro sulla cronaca ha sulla sua sfera personale. Il giornalista ha condiviso i timori legati alla nuova avventura televisiva, in particolare la preoccupazione di non essere all'altezza delle aspettative del pubblico e dell'azienda, una sensazione naturale di fronte a un cambiamento così importante. Durante il dialogo in studio, ha ripercorso il suo sogno giovanile di intraprendere la carriera giornalistica, un desiderio coltivato fin da ragazzo, e ha descritto la sua nuova realtà professionale, pur mantenendo un legame di rispetto e gratitudine con gli anni trascorsi in Rai.
Il nuovo capitolo a Mediaset
Il trasferimento professionale rappresenta uno dei passaggi centrali e più discussi del suo racconto. Infante ha definito l'arrivo a Mediaset un approdo significativo, che segna non solo un cambiamento di emittente, ma anche l'inizio di una fase ricca di nuove responsabilità e stimoli professionali. Questo passaggio giunge dopo oltre vent'anni trascorsi in Rai, un percorso iniziato nel 2003, durante il quale il giornalista aveva consolidato la sua presenza televisiva e la sua reputazione, anche attraverso la conduzione di Ore 14, noto e apprezzato programma di cronaca di Rai 2. Il suo nuovo incarico prevede lo sviluppo di progetti editoriali e televisivi innovativi e l'assunzione di un ruolo di rilievo nell'area informazione del gruppo, con l'obiettivo primario di mantenere al centro il lavoro giornalistico di qualità e l'approfondimento dei temi più rilevanti.
Nel corso dell'intervista televisiva, la dimensione professionale non ha in alcun modo oscurato quella emotiva, anzi, si è intrecciata profondamente con essa. Infante ha ammesso con sincerità che ogni transizione professionale, specialmente dopo un'esperienza così lunga e consolidata in un'altra azienda, porta con sé inevitabili attese e insicurezze. Ha rievocato con rispetto e un pizzico di nostalgia l'esperienza precedente in Rai e ha descritto il nuovo percorso come una sfida stimolante da affrontare con il massimo impegno e la dovuta cautela, evitando qualsiasi tono trionfalistico o di rottura.
Il padre, Sara e Daniele
Un momento particolarmente toccante e intimo dell'intervista è stato dedicato alla sua famiglia, rivelando aspetti profondi della sua vita personale.
Infante si è visibilmente commosso nel rievocare la figura del padre, attualmente ricoverato in una struttura per ragioni di salute, e ha espresso un profondo senso di colpa che lo accompagna tuttora. Ha rivelato, con grande onestà, di non aver colto appieno una richiesta d'aiuto del genitore poco prima della sua scomparsa, un ricordo doloroso che continua a gravare pesantemente sulla sua memoria familiare e sul suo animo.
Ripercorrendo la sua adolescenza e il complesso ma fondamentale rapporto con i genitori, Infante ha riconosciuto con gratitudine i sacrifici compiuti dalla sua famiglia per la sua crescita e il suo percorso. La stessa idea di rad