Sigfrido Ranucci è intervenuto a Bologna, a margine dello spettacolo Diario di un trapezista al teatro Duse, per commentare la recente presa di posizione della squadra di Report. La redazione del noto programma investigativo aveva infatti dichiarato di non aver mai sfiduciato il giornalista né di aver richiesto la sua rimozione dalla guida della trasmissione. Ranucci ha collegato questa nota alla complessa vicenda giudiziaria che lo riguarda, in particolare all'ordinanza con cui il Tribunale del Lavoro di Roma ha respinto la sua richiesta di reintegro alla conduzione del format.

Il giornalista ha espresso un certo rammarico, osservando che i suoi colleghi avrebbero potuto «mandare un messaggio un po’ prima» e ha suggerito che un segnale «più forte» sarebbe stato altrettanto opportuno. Il fulcro della questione, secondo Ranucci, risiede nella percezione pubblica dei rapporti interni alla redazione e nell'influenza che tale rappresentazione avrebbe avuto sulla sua successiva rimozione dalla direzione di Report. Egli ha fermamente sostenuto che il provvedimento del Tribunale potrebbe essere stato condizionato da dichiarazioni pubbliche e da un «rumore mediatico» che, a suo giudizio, sarebbe stato alimentato da numerosi articoli ritenuti falsi.

La critica di Ranucci si concentra sull'idea che un professionista del giornalismo possa essere allontanato dal proprio incarico non sulla base di fatti concreti e accertati, ma piuttosto a causa del clima e delle narrazioni create attorno a una specifica vicenda professionale.

Questa posizione sottolinea la sua preoccupazione per la potenziale erosione dei principi di valutazione basati sull'oggettività e sulla veridicità dei fatti.

La redazione di Report, dal canto suo, ha ribadito con forza di non aver mai sfiduciato Sigfrido Ranucci né di aver mai sollecitato la sua rimozione. La frase chiave della loro nota, «Mai sfiduciato o chiesto la sua rimozione», serve a chiarire la distinzione tra le proposte avanzate nei mesi precedenti e una presunta richiesta di cambio alla conduzione o alla direzione editoriale del programma. Secondo la ricostruzione fornita dalla redazione, tali proposte erano finalizzate ad affiancare Ranucci e a tutelare il programma in un periodo considerato particolarmente delicato, senza mai mettere in discussione il suo ruolo primario.

Parallelamente, il Tribunale del Lavoro di Roma ha confermato il rigetto dell'istanza presentata da Ranucci per essere reintegrato alla guida di Report. La decisione aziendale, che ha portato alla sua rimozione, è stata qualificata come una riorganizzazione interna, ritenuta pienamente legittima dal giudice. I legali del giornalista hanno prontamente dichiarato di non condividere l'esito della decisione e stanno attualmente valutando l'adozione di ulteriori iniziative legali. In questo contesto complesso, le dichiarazioni rilasciate da Ranucci al teatro Duse assumono il significato di una duplice replica: sia al pronunciamento giudiziario sia alla narrazione pubblica che ha accompagnato la sua vicenda professionale.