Raffaele Sollecito è tornato a parlare in un'intervista esclusiva a Verissimo con Silvia Toffanin, in onda domenica 18 ottobre e anticipata il 16 ottobre 2026. Il suo racconto si concentra sulle profonde conseguenze personali che, a quasi vent’anni dal delitto di Perugia, egli continua a percepire a causa dello stigma legato al suo nome. Durante il dialogo, Sollecito ha affrontato diversi temi cruciali, tra cui il controverso caso Garlasco, la lettera di vicinanza inviata ad Alberto Stasi, il suo rapporto con Amanda Knox e una riflessione amara sul sistema giudiziario e le istituzioni italiane.

Il caso Garlasco: la lettera ad Alberto Stasi e il peso dello stigma giudiziario

Uno dei momenti salienti dell'intervista ha riguardato la figura di Alberto Stasi e il caso Garlasco. Sollecito ha rivelato di avergli inviato una lettera di vicinanza, esprimendo con fermezza la sua convinzione: “Per me è assolutamente innocente”. Questo argomento non è stato trattato come una mera notizia di cronaca, ma come parte integrante di una più profonda riflessione sulle ripercussioni che una vicenda giudiziaria può avere sulla vita di un individuo. Sollecito ha collegato questa sua sensibilità all'esperienza personale vissuta in seguito al delitto di Perugia, descrivendo un fardello che, a suo dire, continua a influenzare la percezione pubblica.

La sua testimonianza ha insistito sulle conseguenze personali, sociali e familiari che un'etichetta giudiziaria può generare, anche a distanza di tempo, quando la vita tenta di ripartire.

Amanda Knox e lo spettacolo Cartwheel: tra provocazione e ricordo

Un altro aspetto significativo dell'intervista ha riguardato Amanda Knox e il suo spettacolo teatrale, intitolato Cartwheel. Sollecito ha dichiarato di aver interpretato il titolo come una vera e propria provocazione, a causa del suo esplicito richiamo alla “ruota” che sarebbe stata eseguita in questura durante le indagini. Tuttavia, il suo commento non si è limitato al solo rapporto con Knox; egli ha esteso la sua riflessione, invitando a considerare la prospettiva della famiglia di Meredith.

Ha sottolineato l'importanza di non perdere di vista il dolore che resta al centro di quella storia. Il riferimento allo spettacolo ha riacceso il dibattito su come i protagonisti di eventi così discussi scelgano di narrare o rielaborare le proprie esperienze. Sollecito, pur mantenendo una posizione decisa sul titolo, ha inserito il suo giudizio in un contesto più ampio e sensibile, profondamente segnato dalla memoria della vittima e dall'impatto pubblico che il caso ha avuto.

Gubbio, le riflessioni e la distanza dall'Italia

Nel confronto con Silvia Toffanin, Sollecito ha anche rievocato un episodio avvenuto a Gubbio con Amanda Knox. L'intervista ha inoltre toccato temi come la riflessione su una “vita mancata” e la sfiducia di Sollecito verso l'Italia e le sue istituzioni, aspetti già introdotti nel dialogo iniziale e che ne delineano la distanza dal Paese.