L'ex agente dei vip Lele Mora è ricoverato da oltre due settimane presso il Policlinico Umberto I di Roma a seguito di un ictus che lo ha colpito durante una tournée. La notizia del suo ricovero, diffusa l'8 novembre 2026, rivela che Mora, originario di Bagnolo di Po, in provincia di Rovigo, ha descritto la sua esperienza con parole forti: “Mi hanno strappato alla morte” e ha aggiunto: “Se sono ancora qui lo devo solo a Dio”.

Il malore si è manifestato inizialmente il 24 ottobre 2026 a L’Aquila, dove Mora era impegnato in uno spettacolo al Teatro San Filippo.

Nonostante si fosse sentito male prima di salire sul palco, ha deciso di esibirsi ugualmente. Ha spiegato che la sua scelta era dettata dal rispetto verso il pubblico, dato che lo spettacolo aveva registrato il tutto esaurito e gli spettatori avevano pagato il biglietto. Il giorno seguente, il suo intento era quello di raggiungere la sua famiglia a Verona, facendo tappa a Roma.

Durante il viaggio in treno verso la Capitale, le sue condizioni di salute sono drammaticamente peggiorate. “Sul treno per la Capitale sono svenuto”, ha raccontato, aggiungendo di ricordare poi “il buio totale”. Trasportato d'urgenza al Policlinico Umberto I, ha trascorso cinque giorni in terapia intensiva. Il risveglio è stato descritto come estremamente difficile, ma Mora si è detto felice di essere ancora vivo e ha espresso profonda gratitudine a tutto lo staff medico e infermieristico che lo ha assistito.

Presso la struttura ospedaliera romana, Lele Mora è stato curato dallo staff diretto dal professor Giovanni Fabbrini, direttore del dipartimento di Neurologia dell’Umberto I, e dal professor Francesco Pugliese, direttore del reparto Emergenza e Urgenza. Al suo fianco, in questo momento delicato, ci sono la figlia Diana, il figlio Mirko e don Felice, un sacerdote conosciuto nella comunità Exodus di don Mazzi. Mora aveva prestato servizio in questa comunità dal 2012, dopo l’affidamento in prova disposto dal tribunale di Milano a seguito della condanna scontata per bancarotta.

La riabilitazione e il desiderio di tornare a Verona

La fase successiva al ricovero sarà caratterizzata da un lungo e impegnativo percorso di riabilitazione.

A Lele Mora è stato indicato un periodo di recupero di almeno 60 giorni, una sfida che l’ex agente considera la prova più difficile tra quelle affrontate nella sua vita. La decisione di mantenere riservato il ricovero, lontano dalla cerchia di amici ed ex collaboratori, è stata concordata con la sua famiglia, che gli è rimasta vicina in questo momento critico.

L'obiettivo primario di Lele Mora, una volta terminata la riabilitazione, è quello di potersi trasferire a Verona per stare più vicino ai suoi familiari, un desiderio espresso con chiarezza in questo periodo di convalescenza.