Un 30 per cento degli escursionisti che affronta il Tour du Mont Blanc non prenota le strutture ricettive, ricorrendo al campeggio non autorizzato. Questo dato è emerso il 28 settembre 2026, durante un incontro a Chamonix-Mont-Blanc. Al tavolo erano presenti il sindaco di Courmayeur, Roberto Rota, con gli assessori Simone Casale Brunet ed Ephrem Truchet, e gli omologhi dei comuni coinvolti: François-Xavier Laffin (Chamonix-Mont-Blanc), Joachim Rausis (Orsières) e Jean-Marc Peillex (Saint-Gervais).
Il confronto ha riguardato l’overtourism sul Tour du Mont Blanc, un itinerario di 170 chilometri che si sviluppa attorno al massiccio del Monte Bianco, attraversando Italia, Svizzera e Francia.
La pressione dei flussi senza prenotazione genera difficoltà per strutture ricettive, servizi locali, pulizia e sicurezza lungo il tracciato. Per Courmayeur, il percorso è un 'importante volano economico', per cui è essenziale garantire la miglior esperienza possibile a chi lo intraprende.
Strategie comuni per la gestione dei flussi
I sindaci hanno discusso una gestione coordinata dei flussi di escursionisti, senza limitare l'accesso all'itinerario. L’obiettivo di Courmayeur è orientare i visitatori verso strutture ricettive censite e organizzare servizi adeguati a un tracciato internazionale. Si è condiviso che il Tour du Mont Blanc ha una natura transfrontaliera, con Italia, Francia e Svizzera che affrontano criticità comuni lungo questo anello.
Roberto Rota ha ribadito l'obiettivo di 'non limitare l’accesso al Tour, ma orientare i flussi verso le strutture ricettive censite e garantire a chi vi soggiorna servizi all’altezza di un itinerario di rilievo internazionale, tutelando il territorio e chi lo vive tutto l’anno'. Il tema centrale è la permanenza degli escursionisti e il rapporto tra fruizione turistica, strutture registrate e comunità locali.
Prossime tappe per un piano d'azione comune
Nelle prossime settimane, il Comune di Courmayeur approfondirà il confronto con gli operatori del territorio.