Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha delineato una visione chiara e ambiziosa per il futuro del turismo regionale, definendolo un settore di prospettiva e un potenziale asset trainante per l'intera economia del territorio. Questa importante dichiarazione è stata rilasciata in occasione della sua visita, avvenuta il 15 ottobre 2026, allo stand istituzionale allestito dall’Atim (Agenzia per il Turismo e l'Internazionalizzazione delle Marche) presso il TTG Travel Experience di Rimini. L'evento rappresenta una delle fiere più significative a livello nazionale e internazionale per gli operatori del settore turistico e dell’ospitalità, confermando la volontà delle Marche di posizionarsi strategicamente in questo comparto.

Nel corso del suo intervento, Acquaroli ha enfatizzato come il turismo sia intrinsecamente capace di generare opportunità concrete per i giovani, offrendo loro percorsi di crescita professionale e la possibilità di rimanere e contribuire allo sviluppo della propria terra. Il presidente ha specificato che il settore è “capace di trattenere i ragazzi e di generare una trasversalità economica importante”, indicando come le sue ricadute positive si estendano a numerosi ambiti del tessuto produttivo e sociale. Ha inoltre chiarito che, sebbene il turismo “non possa sostituire la manifattura”, pilastro storico dell'economia marchigiana, esso può e deve diventare un asset trainante, complementare e sinergico con le altre eccellenze regionali.

La strategia regionale e il valore dei borghi

La giornata di impegni del presidente Acquaroli a Rimini ha incluso anche una partecipazione di rilievo a un incontro tematico. In mattinata, infatti, ha preso parte, insieme al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, all’appuntamento promosso dall’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) dal titolo evocativo “L’Italia dei borghi: dove il turismo diventa sviluppo”. L'incontro si è svolto in occasione dell’inaugurazione dello Spazio Italia, un contesto che ha permesso di mettere in luce i recenti e significativi risultati ottenuti dalle Marche, testimonianza del dinamismo culturale e della crescente attrattività turistica della regione.

Tra i successi richiamati, spicca la straordinaria scoperta della basilica di Vitruvio, un ritrovamento archeologico di eccezionale valore che arricchisce ulteriormente il patrimonio storico-culturale marchigiano.

Un altro traguardo di grande risonanza è il riconoscimento di alcuni teatri storici marchigiani come patrimonio Unesco, un evento che ha elevato l’Italia al 62° sito Unesco, consolidando il suo primato mondiale in termini di beni culturali tutelati. A coronamento di questi successi, è stata menzionata anche la prestigiosa designazione di Ancona Capitale italiana della Cultura 2028, un riconoscimento che proietta il capoluogo e l'intera regione in una dimensione di visibilità e sviluppo culturale di portata nazionale.

Approfondendo il tema dei borghi, Acquaroli ha rievocato come, sei anni fa, all’avvio della strategia regionale mirata alla valorizzazione di questi piccoli centri, vi fosse un diffuso scetticismo.

Oggi, tuttavia, il presidente ha ribadito con forza il collegamento tra i borghi e un modello di sviluppo olistico che integra armoniosamente accoglienza, agricoltura, cultura, sport e servizi. Ha inoltre voluto evidenziare il ruolo insostituibile delle Pro loco, descrivendole come espressione autentica dell’identità dei territori marchigiani e attori fondamentali nella promozione e animazione delle comunità locali. Il suo intervento si è concluso con un richiamo al valore intrinseco dell’accoglienza e del senso di comunità che caratterizzano le Marche, presentandoli come pilastri dell’esperienza turistica offerta dalla regione.