Elena Ceste è una donna di trentasette anni che vive a Motta di Costigliole d'Asti, una piccola frazione di pochi abitanti, nella campagna astigiana. Uno dei quei paesi in cui tutti si conoscono. La tragedia che coinvolge Elena si svolge il 24 gennaio del 2014, alle 8 e 15 del mattino. La donna chiede al marito, Michele Buoninconti, vigile del fuoco presso la caserma di Alba, di portare i bambini a scuola perché quella mattina non si sente bene. Alle 8 e 35 Michele Buoninconti rientra a casa, dopo aver accompagnato i bambini ma di Elena Ceste non c'è più traccia. Secondo quanto raccontato dall'uomo, la donna avrebbe abbandonato i propri vestiti e gli occhiali da vista e si sarebbe allontanata nuda verso la campagna, nelle adiacenze dell'abitato. Perchè Elena Ceste, quella fredda mattina nebbiosa di Costigliole D'Asti avrebbe scelto di allontanarsi senza vestiti dalla propria abitazione?

Da quel giorno, nessuna traccia di lei, nessuna notizia. Un mistero che rimane tale fino al 18 ottobre, quando in un canale di scolo tra il fiume Tanaro e la vecchia ferrovia, vengono ritrovati dei resti umani in evidente stato di decomposizione. L'esame del DNA confermerà che si tratta proprio del corpo di Elena Ceste: omicidio o suicidio? A solo scopo precauzionale, viene immediatamente iscritto nel registro degli indagati Michele Buoninconti, chiamato a testimoniare sui fatti di quella tragica mattina del 24 gennaio 2014. Viene eseguita l'autopsia sui resti della donna e sembrano emergere immediatamente delle contraddizioni: l'acqua, in quel punto era bassa, e quindi è da escludere l'annegamento, e la posizione raccolta del cadavere fa pensare che qualcuno abbia portato lì il corpo. La mattina del 29 gennaio 2015, alle ore 10, i carabinieri di Asti eseguono l'arresto di Michele Buoninconti con l'accusa di omicidio volontario premeditato e di occultamento di cadavere.