Il decreto sull'omicidio stradale è stato portato in Consiglio dei Ministri dal Ministro Cancellieri insieme ad un pacchetto di norme per regolare la giustizia. L'omicidio stradale ha lo scopo di aumentare la sicurezza stradale e di punire chi provoca gli incidenti stradali.

La Cancellieri ha spiegato che spesso le famiglie delle vittime di incidenti stradali sono molto prostrate perché non vedono una punizione adeguata. Il reato di omicidio stradale è stato solo ipotizzato fino ad oggi, ma dopo le proposte, si vuole passare alla realizzazione di qualcosa che collochi finalmente tale reato entro norme ben precise.

Il reato di omicidio stradale è stato definito anche ergastolo della patente perché una delle proposte è stata vietare la guida dopo aver causato un incidente stradale.

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Il ministro dell'interno, Angelino Alfano, e della Giustizia, Annamaria Cancellieri, stanno concertando una riforma del Codice della Strada che contenga anche questo reato.

Il reato di omicidio stradale è accomunato al reato di omicidio colposo. Se l'automobilista ha causato un incidente per guida in stato di ebrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, dovrà scontare una pena che può arrivare anche a dieci anni di galera. Il processo dovrà essere molto più breve, se si accerta in maniera efficace la dinamica del sinistro. È previsto il rito direttissimo per il risarcimento delle vittime dell'incidente o dei familiari. Questo il terzo punto fondamentale del decreto.

Il reato di omicidio colposo ha l'obiettivo di punire la pirateria stradale, soprattutto se dopo aver provocato un indicente stradale non ci si ferma a prestare soccorso.

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