Isis e Al Qaida alleati, è questo il nuovo incubo per il mondo occidentale, un incubo che appare all'orizzonte e che non farà altro che aumentare la preoccupazione relativa al terrorismo. La denuncia arriva dal quotidiano panarabo 'Al-Hayat' e la fonte è proprio uno dei fondatori di Al Qaida, Aimen Dean, divenuto spia dei servizi segreti britannici nel 1998: l'uomo sarebbe rimasto ancora in contatto con i jihadisti e assicura che il successore di Bin Laden, Ayman al-Zawahiri, avrebbe già in mente di sciogliere Al Qaida entro la fine del 2015. Il medico egiziano sarebbe pronto a rinunciare ai suoi poteri per allearsi con lo Stato Islamico nella guerra all'occidente: insomma, un'alleanza all'insegna del famoso detto 'l'unione fa la forza'.

Al Qaida e Isis insieme: ecco perchè

Che cosa succederà in futuro? Gli scenari non sono per nulla confortanti e il timore di un escalation del #terrorismo si fa sempre più forte. Del resto, al-Zawahiri è consapevole che, solo alleandosi con l'Isis, riuscirebbe a proseguire la sua lotta contro il mondo occidentale, sia perchè si è reso conto della forza dello Stato Islamico, in continua espansione in Iraq, Siria, Egitto, Nigeria, Libia, fino a spingersi fino allo Yemen, sia perchè, dal punto di vista economico, rappresenta l'unica soluzione possibile per perseguire i propri obiettivi.

Isis e Al Qaida contro il Vaticano: Papa Francesco 'Il nostro silenzio è complice'

Primo obiettivo, naturalmente, della probabile coalizione Al Quaida-Isis sarà il Vaticano e #Papa Francesco, da diverso tempo, sta appellandosi alle Nazioni Unite affinchè possano essere difesi i valori della cristianità di fronte alla minaccia islamica. Lo ha ribadito anche ieri sera, durante la tradizionale via crucis di Pasqua e il Pontefice, in questo caso, non ha usato nè diplomazia, nè mezze parole: 'Vediamo i nostri fratelli perseguitati e decapitati per difendere la loro fede in Cristo - ha detto Papa Francesco - Tutto questo avviene sotto i nostri occhi e spesso il nostro silenzio è complice'. Il silenzio a cui si riferisce il Papa è quello delle Nazioni Unite che, per il momento, non ha intenzione di intervenire di fronte al pericolo dell'escalation terroristica dell'Isis, che avrà presto in Al Qaida un 'prezioso' alleato.