Si intitola 'Lo stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare', il documento choc dell'Isis pubblicato online, in perfetto italiano (tranne qualche lieve imperfezione) che, in pratica, lancia un appello agli 'aspiranti terroristi' residenti nel nostro Paese e, nello stesso tempo, intende chiarire quelle che sono gli obiettivi e le intenzioni dei jihadisti, prima fra tutte la tanto minacciata conquista di Roma. Il documento sarebbe stato redatto da quel ragazzo di origine marocchina arrestato ieri, mercoledì 25 marzo, nell'ambito di un'operazione delle Forze dell'Ordine contro il terrorismo.

Isis, documento sullo Stato Islamico in italiano: appello ai 'soldati' residenti in Italia, è chiamata alle armi

Si tratta di un testo di sessantaquattro pagine che descrive, in maniera piuttosto precisa, i punti cardine e gli stili di vita facenti capo allo Stato Islamico: naturalmente, si fa propaganda della 'reale sicurezza' che l'Isis si vanta di essere riuscita a far rispettare nei territori conquistati dall'esercito jihadista, grazie al rispetto della Sharia e alle punizioni inferte secondo il Libro di Allah.

Nel testo si parla chiaramente di 'rivoluzione vera e propria', quella che sta mettendo in atto l'Isis, vista l'intenzione di introdurre persino una moneta ufficiale, il dinaro.

Il documento contiene soprattutto un appello ad accorrere al supporto del Califfato Islamico: in molti paesi, 'grazie ad Allah', questo appello è stato ascoltato ed ora il messaggio è rivolto a tutti i 'soldati' che intendono aderire all'Isis. Una vera e propria chiamata alle armi, dunque, quella contenuta nel documento, in cui si evoca la conquista di Roma, come profetizzò Muhammed. Chi pensava, dunque, che l'Isis fosse ancora 'lontano' dal nostro Paese, soltanto perchè geograficamente sta allargando la propria egemonia nei Paesi mediorientali e nordafricani, si deve ricredere: non a caso, le indagini e i controlli si stanno intensificando nelle ultime ore, in seguito ai fatti di cronaca (strage del museo del Bardo di Tunisi) e alle minacce ricevute dal nostro Paese.