Domani si terranno in Russia le elezioni legislative per decidere se il partito Russia Unita, creato da Vladimir Putin ed ora guidato da Dmitri Medvedev, continuerà a guidare la nazione. Stando ai sondaggi, il panorama politico russo dovrebbe restare invariato, con un'opposizione che continua a rivelarsi alquanto debole. Inoltre il presidente della Federazione Russa ha denunciato con forza i presunti tentativi di manipolare l'opinione pubblica.

Gli elettori dalla parte dello zar

Secondo gli ultimi sondaggi il partito Russia Unita godrebbe dell'82% del consenso degli elettori russi, ponendolo così nella pressoché totale condizione di conservare il suo potere sul Paese. L'unica incognita a queste elezioni sembra essere l'affluenza dei cittadini alle urne, la quale, nel caso dovesse rivelarsi bassa, potrebbe essere considerata come un campanello d'allarme per l'attuale presidente, intenzionato a ricandidarsi per il 2018.

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Si tratta di fatto di quello che ormai in molti considerano un vero e proprio referendum sulla fiducia a Vladimir Putin, all'interno di uno scenario che ha visto cambiare in maniera significativa la situazione economica dello Stato, così come i suoi rapporti con il resto del mondo.

Le votazioni, le quali si terranno in tutta la Federazione Russa, saranno svolte con un sistema elettorale misto: su 450 deputati, 250 verranno eletti da liste di partito, mentre gli altri 250 saranno eletti con sistema maggioritario basato su un collegio uninominale. Questo sistema dovrebbe aiutare le teste di serie di Russia Unita ad ottenere voti da ogni singola regione dello Stato. Per entrare a far parte della Duma, ossia la camera bassa dell'Assemblea Federale, i candidati devono ottenere più del 5% dei voti.

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Denunciati i tentativi di manipolazione

In questi giorni il presidente Vladimir Putin ha denunciato dei presunti tentativi di manipolazione dell'opinione pubblica. Durante una visita a Bishkek, capitale del Kirghizistan, ha dichiarato: "Nel nostro paese abbiamo visto che durante la campagna elettorale per le elezioni alla Duma ci sono stati tentativi di manipolare l'opinione pubblica, con riferimenti a questioni sì delicate, ma molto lontane da ciò che interessa veramente milioni di russi". Le accuse mosse dal presidente sono rivolte contro il fronte interno dell'opposizione, dove militano candidati sostenuti da partiti quali Open Russia, fondato dall'ex oligarca Mikhail Khodorkovsky, uno dei più strenui oppositori alla politica di Putin. Si ritiene che tali denunce, oltre che ai partiti rivali, siano rivolta anche agli USA, i quali negli ultimi tempi hanno a più riprese puntato il dito contro la mancanza di democrazia in Russia. Tuttavia è da ormai cinque anni che l'opposizione al partito Russia Unita non sembra destare alcun timore allo zar e la situazione, con o senza le manipolazioni denunciate, non sembra destinata a cambiare neanche con queste elezioni legislative.  #Esteri