I soliti ignoti. Di loro non si parla mai o quasi mai, i loro nomi sono in bella vista soltanto nelle schede elettorali e tornano buoni per percentuali e statistiche relative ai due candidati degli storici partiti, Repubblicano e Democratico [VIDEO]. In corsa per la Casa Bianca però ci sono altri due candidati, entrambi ovviamente con nessuna possibilità di vincere ma, a conti fatti, un eventuale dignotoso risultato di questi outsiders finirebbe per togliere preferenze ad Hillary Clinton o Donald Trump, se non ad entrambi. In uno scenario così incerto dove molti americani si sentono "disgustati" o "frustrati" dinanzi alla prospettiva della futura guida del Paese, chiunque essa sia, non è da escludere che i portacolori del Partito Verde o del Partito Libertariano possano raccogliere buona parte di quei voti cosiddetti "di protesta".

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Gary Johnson e Jill Stein

L'ex Governatore del Nuovo Messico, Gary Johnson, è stato il primo candidato presidente ad aver ufficializzato la nomination per il Partito Libertariano. Il tutto alla convention nazionale di Orlando, lo scorso 29 maggio, dove Johnson ha sbaragliato una concorrenza piuttosto folta che vedeva in corsa altri tredici candidati alle Primarie. Ha 63 anni ed una lunga militanza nel Partito Repubblicano sotto le cui insegne è stato il 29° Governatore del Nuovo Messico per otto anni, dal 1995 al 2003. Nel 2011 aveva annunciato la sua intenzione di prendere parte alle Primarie per la scelta del candidato repubblicano alla presidenza ma si è ritirato prima dell'avvio dei voti. La sua adesione al Partito Libertariano avviene alla fine dello stesso anno.

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La candidata del Green Party, Jill Stein, ha invece 66 anni e è presidente del suo partito con il quale ha già preso parte alle ultime elezioni presidenziali nel 2012. In passato, nel 2001 e nel 2010, si è candidata per ben due volte al ruolo di Governatore del Massachusetts. Dal 2005 al 2011 è stata inoltre componente dell'Assemblea cittadina di Lexington, sempre nel Massachusetts. #Elezioni USA #Esteri