Non si placano le polemiche intorno all'attore pugliese Lino Banfi, cui si rimprovera di aver accettato di fare da testimonial pubblicitario per Energas, società operante nel settore della distribuzione e vendita di #gas Gpl per uso civile e industriale.

L'attore, originario di Andria, avrebbe avuto un ruolo attivo nella creazione della sceneggiatura dello spot pubblicitario, che consiste in un dialogo tra un nonno e un nipotino, dal quale emerge il messaggio secondo il quale il gas Gpl Energas sarebbe economico ed ecosostenibile.

La pubblicità andrà in onda a partire dal 16 ottobre, per oltre 3600 passaggi in 28 giorni, su reti televisive private.

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Le ragioni delle polemiche: il deposito a Manfredonia

Fin qui nulla di strano. Il problema è che la stessa Energas dovrebbe realizzare un deposito di Gpl a Manfredonia, un'opera definita a rischio incidenti rilevanti in base alla normativa Seveso, e considerato dagli oppositori come il 'più grande deposito costiero d'Europa'. Dunque la Puglia, sembra essere diventata terra ambita dalle società del gas, se si considerano anche i progetti di gasdotto Igi Poseidon e TAP in provincia di Lecce e quello del rigassificatore a Brindisi.

Come se non bastasse, lo spot terminerà il 12 novembre, ossia il giorno che precede la data del referendum cittadino indetto dal Comune di Manfredonia sul deposito di Gpl.

Non sarebbe un caso, secondo i contestatori. E nemmeno la mossa di scegliere un personaggio come #Lino Banfi come testimonial lo sarebbe, considerata la popolarità di cui gode l'attore, soprattutto nella sua terra.

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Poche ore dopo la diffusione della notizia, le polemiche nei confronti diBanfi si sono fatte incandescenti. Sindaco e molti cittadini di Manfredonia l'hanno accusato di aver 'svenduto la sua immagine'.

Banfi: 'È il mio lavoro, non c'entro con il referendum'

L'attore si difende, sostenendo che sta solo facendo il suo lavoro e che il gas è utile per cucinare, riscaldarsi e come carburante per le auto, ma non da un giudizio sul deposito di Gpl di Manfredonia, ammettendo di non intendersene. Sul referendum dichiara di non c'entrare nulla, pur vedendo favorevolmente il fatto che i cittadini abbiano la possibilità di esprimersi in meno. L'attore preferisce insomma tirarsi fuori dalle polemiche.

Rosa Barone (M5S): Energas vuole comprare il consenso con 'mezzucci da accattonaggio'

La questione è arrivata anche in Consiglio regionale, dove Rosa Barone (#M5S), ha accusato Energas di malafede e di voler acquistare il consenso con 'mezzucci da accattonaggio', ricordando che nella città pugliese la società avrebbe giò sponsorizzato il Manfredonia Calcio e regalato panettoni ai manfredoniani a Natale.

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'Oggi – ha affermato la Barone - assistiamo allo sfruttamento di una figura nota quale quella di Lino Banfi: come se i cittadini fossero pronti a svendere la propria salute ed il proprio territorio per una manciata di fuochi d’artificio mediatici'.

La pentastellata ha speso anche parole di comprensione per Banfi, riconoscendo che l'attore pugliese stesse solo facendo il proprio lavoro, ma - ha detto - 'ci avrebbe fatto sicuramente più piacere leggere di un suo rifiuto dinanzi alla proposta di Energas'.

La Barone conclude auspicando che in futuro 'artisti di tale fattura, arrivati all’apice del successo e che dunque non hanno bisogno né di soldi né di visibilità, possano sempre abbracciare le cause dei cittadini e difenderne quei diritti che, ormai quotidianamente, vengono calpestati da multinazionali e potenti di turno'.