Il maltempo, che nella notte di mercoledi 13 ottobre ha colpito il centro-sud e il frusinate in modo particolare, adesso si sposta sempre più a sud e ora l'allerta meteo riguarderà in modo particolare la Sicilia. Molti comuni della regione hanno deciso di interrompere le attività scolastiche per la giornata di giovedi. Già dalla prime ore sono attese precipitazioni a carattere temporalesco sulla Basilicata e sulla Calabria e poi in rapida estensione anche sull'isola. Raffiche di vento e attività elettrica frequente accompagneranno i temporali, per questo la Protezione Civile consiglia di non uscire di casa se non in caso di assoluta necessità. 

Già nella scorsa settimana la Sicilia era stata flagellata da un'altra perturbazione che aveva creato dissesti idrogeologici nella zona del messinese.

E saranno ancora i rischi per il dissesto idrogeologico ad allertare la Protezione Civile, in una zona del Paese particolarmente vulnerabile sotto questo aspetto. L'allerta per la criticità rossa riguarderà le province di Messina, Catania, Palermo, Trapani e Agrigento, mentre per il Canale di Sicilia la criticità sarà arancione. 

Le scuole rimarranno aperte nella provincia di Palermo, mentre a Messina e Catania le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse. Nell'allerta meteo diramata dalla protezione civile si specifica che per le prossime 24-36 ore si prevedono rovesci di forte intensità con mare mosso e temperature in picchiata. 

Chiesto lo stato di calamità a Ragusa

Intanto la Sicilia fa anche i conti con i danni causati dalla precedente perturbazione, con Vanessa Ferreri, deputata del Movimento 5 stelle che ha chiesto lo stato di calamità per la provincia, presentando anche una mozione alla Regione Sicilia per i gravi danni arrecati dal maltempo alle coltivazioni.

I migliori video del giorno

Il territorio ibleo è stato particolarmente colpito dalla pioggia che ha interessato il sud Italia, danneggiando le serre e le colture di pomodoro, che in questo periodo dell'anno attraversano la cosiddetta fase di trapianto.