Con il bolletino n. 13, pubblicato il 24 ottobre 2016, l'organizzazione mondiale della meteorologia WMO (World Meteorological Organization), nel rapporto annuale sui gas serra, dopo aver raccolto dati in tutto il pianeta, ha lanciato l'allarme. E' iniziata l'era della co2. Il 2015 è stato l'anno in cui per la prima volta la presenza di anidride carbonica nell'aria ha raggiunto le 400 parti per milione, un valore mai toccato così stabilmente e che non scenderà per generazioni. La WMO ha certificato questo dato. In passato si era raggiunta questa soglia solo per alcuni mesi dell'anno, ed in alcuni luoghi, ma mai su una base media globale per l'intero anno.

L'ultima volta successe alla terra 3 milioni di anni fa.

Record dei livelli di CO2 nell'atmosfera

A preoccupare è soprattutto la velocità di crescita della CO2 presente in atmosfera, che è stata alimentata dall'evento climatico conosciuto come "El Niño", iniziato nel 2015 e che ha avuto un forte impatto anche nel 2016. Questo ha innescato siccità nelle regioni tropicali e ridotto la capacità di quelli che sono definiti "pozzi di assorbimento", come le foreste, la vegetazione e gli oceani, che assorbono costantemente CO2. Questi pozzi, al momento, assorbono circa la metà del CO2 emesso in atmosfera, c'è il rischio che possano diventare saturi, il che aumenterebbe drasticamente la percentuale di anidride carbonica che rimane in atmosfera.

La quantità naturale della CO2 dovrebbe essere nell'ordine di 200-250 ppm, quindi quello che si sta osservando attualmente, il livello 400, è in pratica un raddoppio della quantità naturale di questo gas.

Cause dell'aumento di CO2

L'aumento della CO2 degli ultimi 150 anni, secondo la WMO, è legato all'aumento di temperatura che, ad oggi, è di circa 1 grado sulla scala globale.

Da considerare che proprio una decina di giorni fa è stato annunciato dalla NOAA, National Oceanic and Atmosfere Administration, che il 2016 è stato l'anno più caldo da quando esistono delle misure globali di temperatura. A questo punto è fondamentale capire quello che accadrà nel prossimo futuro alla temperatura.

Che aumenterà è certo, ma secondo quali scenari? In sostanza gli scenari sono due: aumento delle temperature entro i 2 gradi, nei casi più ottimistici, fino ad un range tra i 4 ed i 5 gradi, nello scenario più pessimistico.

Quali sono i rischi?

Il Clima naturalmente risponderà in modo differente nelle diverse regioni del mondo. Per quanto riguarda il bacino del Mediterraneo, in particolare l'Italia, si può prevedere una desertificazione, un cambiamento verso una maggiore siccità del ciclo dell'acqua nella parte sud del bacino del Mediterraneo. In poche parole la parte sud della nostra penisola potrebbe andare incontro a una sostanziale Mediterraneizazione, con conseguente aumento delle precipitazioni, ed un clima più temperato, per la parte nord dell'Italia e dell'Europa in genere.

Queste conclusioni sono state ben riassunte in una rapporto del 2016 dall'ISPRA, l'Istituto Superiore per la Protezione Ambientale.

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