Wwf e Legambiente hanno presentato a Trieste, il 21 settembre 2026, un ricorso al Tar contro la decisione della Regione Friuli Venezia Giulia di non sottoporre a Valutazione di impatto ambientale (VIA) ordinaria il progetto pubblico-privato per la riqualificazione di parte del Porto Vecchio. L'intervento, che interessa l'ex scalo triestino, è proposto da Costim S.r.l. e due imprese collegate. L'iniziativa è stata annunciata durante un incontro all'ingresso del Porto Vecchio, promosso dal comitato Porto Chiaro, che sostiene l'azione e ha avviato una raccolta fondi per il ricorso.

Le contestazioni sulla procedura di Valutazione Ambientale

Paolo Luisi, presidente di Porto Chiaro, ha contestato l'accorpamento dei progetti pubblico e privato nel piano di rilancio, ritenendolo un espediente per eludere la VIA. Le associazioni hanno inoltre segnalato carenze nei dati scientifici usati nel procedimento.

Marisa Vidali, presidente del comitato scientifico Wwf Friuli Venezia Giulia, ha specificato che l'impugnazione riguarda il decreto del 6 luglio e la modifica del 28 agosto. Vidali ha evidenziato come “tutti i controlli ambientali e censimenti ecologici siano stati posticipati alla fase esecutiva, quando i cantieri saranno già avviati”, sollevando dubbi sull'efficacia.

Bonifiche, idrogeologia e impatti ambientali tra le criticità

Tra le criticità richiamate nel ricorso figurano le analisi su bonifiche, stato idrogeologico e vulnerabilità del sito. Vengono evidenziati l'inquinamento atmosferico da traffico indotto e le analisi, ritenute insufficienti, sugli effetti sull'ecosistema marino.

La vicenda include una polemica con il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, che in un post su Facebook ha scritto: “spero che il male che fate alla città vi ritorni addosso”. In risposta, gli organizzatori dell'incontro hanno appeso un cornetto rosso portafortuna a un cancello vicino all'ingresso del vecchio scalo, quale gesto simbolico.