Un importante passo verso la decarbonizzazione del settore marittimo è stato compiuto con la firma di un protocollo d'intesa per un progetto pilota sull'idrogeno verde nel porto di Savona. L'accordo, siglato il 28 settembre 2026, vede coinvolti l'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, l'Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile (ALIS), Assocostieri, Edison e FS Logistix. L'iniziativa mira a studiare e definire soluzioni tecnologiche innovative per ridurre l'impatto ambientale delle attività logistiche, delle operazioni portuali e dei sistemi di approvvigionamento all'interno dello scalo marittimo ligure.
Questa collaborazione strategica si inserisce pienamente nel più ampio percorso di transizione energetica che l'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale sta attivamente promuovendo. Il cuore del progetto consiste nell'analisi approfondita e nella successiva definizione di una filiera integrata dell'idrogeno. Questo processo include l'individuazione e la valutazione dei potenziali utilizzatori di idrogeno, sia per le operazioni logistiche che si svolgono a terra, sia per le attività marittime. Tra gli ambiti specifici già identificati per l'applicazione a terra, spicca la movimentazione merci, un settore chiave per l'efficienza e la sostenibilità delle operazioni portuali.
Configurazione tecnico-economica e iter autorizzativi
Lo studio dettagliato previsto dal protocollo non si limita alla mera individuazione degli utilizzi, ma abbraccia anche la configurazione tecnico-economica degli impianti di produzione e distribuzione dell'idrogeno. Questo significa valutare la fattibilità e la sostenibilità economica delle infrastrutture necessarie per generare e veicolare l'idrogeno all'interno dell'area portuale. Parallelamente, un'attenzione particolare sarà dedicata agli aspetti autorizzativi, fondamentali per garantire la conformità normativa e la rapida integrazione di tali impianti nella complessa filiera portuale. L'obiettivo primario delle parti coinvolte è esaminare un'ampia gamma di soluzioni applicabili al porto di Savona, adottando un approccio olistico che non confini l'intervento a un unico segmento operativo, ma che consideri l'intero ecosistema portuale.
Il campo d'azione del protocollo si estende ulteriormente, includendo l'analisi dell'impiego dell'idrogeno quale vettore energetico alternativo nel trasporto merci su ferro. Questo segmento è cruciale per la logistica integrata. L'approfondimento si concentrerà in particolare sulle attività di ultimo miglio ferroviario in ambito portuale, ovvero quella porzione del trasporto che connette le merci alle operazioni ferroviarie interne o immediatamente adiacenti allo scalo. In tal modo, il progetto mira a creare un collegamento sinergico tra la produzione e la distribuzione dell'idrogeno e il suo utilizzo effettivo nelle attività logistiche portuali e ferroviarie, delineando un modello di efficienza e sostenibilità.
Savona: un laboratorio per la transizione energetica
Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha sottolineato il potenziale strategico di Savona, definendola un ambito operativo ideale per testare l'impiego dell'idrogeno nella logistica portuale. Rixi ha dichiarato che «Savona può diventare un laboratorio concreto della transizione energetica dei porti italiani. Qui mettiamo alla prova l'idrogeno dentro una filiera reale».