A cinque giorni dall’incendio che ha interessato l’ecocentro Ecorisorse di Lequile, in provincia di Lecce, l'Arpa Puglia ha comunicato di non aver rilevato particolari criticità per la qualità dell’aria nelle aree monitorate. I primi dati del 2 settembre 2026 indicano che la strumentazione mobile DustTrak ha registrato concentrazioni elevate di particolato durante i giorni del rogo, soprattutto nelle zone più vicine e sottovento.
Gli aumenti hanno riguardato PM10 e PM2.5 anche nelle aree circostanti. I picchi rilevati potrebbero non dipendere unicamente dall’incendio, poiché nello stesso periodo il Copernicus Atmosphere Monitoring Service aveva segnalato l’arrivo di polveri sahariane.
Per gli altri inquinanti controllati dalla rete regionale, non sono emerse criticità: non sono stati superati i valori limite per biossido di azoto (NO₂) e biossido di zolfo (SO₂).
Particolato: calo delle concentrazioni
Le misurazioni del 1° settembre hanno confermato una progressiva attenuazione delle concentrazioni di particolato PM10, sia a Lequile sia a Galatina. Nei giorni dell’incendio, le concentrazioni erano risultate più elevate nelle aree prossime all'impianto e in posizione sottovento. Anche la rete regionale aveva registrato, tra il 29 e il 30 agosto, valori significativi di PM10 e PM2.5.
Il benzene ha mostrato un lieve incremento nelle centraline urbane di Lecce nella notte tra il 29 e il 30 agosto, mantenendosi comunque su valori non elevati.
Per un quadro ambientale completo, si attendono gli esiti delle analisi sui microinquinanti organici, incluse le diossine. L'Arpa Puglia ha assicurato che il monitoraggio proseguirà fino al completamento delle attività, in coordinamento con autorità sanitarie e giudiziarie.
Spegnimento e monitoraggio
Nella fase dell’emergenza, sono stati fondamentali i risultati raccolti dalle quattro centraline Arpa, impiegate per valutare la salubrità dell’aria. Le operazioni di spegnimento, che hanno interessato il bosco e l’ecocentro di rifiuti cartacei e plastici di Lequile, si sono protratte per 48 ore. Il primo cittadino, Vincenzo Carlà, ha richiesto l'istituzione di un tavolo tecnico in Prefettura e ha sollecitato il supporto dell’Università.