Un pennacchio bruno-rossiccio è stato osservato sull’Etna, emergendo dal cratere di Nord-Est. Questo fenomeno, particolarmente evidente dal 24 settembre 2026, è legato alla rimobilizzazione di materiale solido già presente nel condotto, accumulatosi durante le recenti fasi eruttive. L’analisi, condotta da Marco Neri e pubblicata da INGVvulcani il 25 settembre 2026, inquadra l’emissione nella fase post-eruttiva successiva all’attività vulcanica di luglio-agosto 2026.
Nel periodo estivo, il cratere Voragine ha prodotto frequenti esplosioni e colate laviche, alimentate anche da un sistema di fessure laterali propagato verso la Valle del Bove fino a circa 1.900 metri di quota.
Parte di queste lave è defluita per diversi giorni nel condotto del cratere di Nord-Est. Il passaggio del flusso lavico, pur non colmando il condotto, ha rivestito le pareti interne con scorie, vetri vulcanici e materiale ossidato, creando un accumulo di prodotti incoerenti e facilmente rimobilizzabili.
Il ruolo del degassamento nel trasporto delle particelle
Il flusso lavico è rimasto attivo fino al 19 agosto 2026, per poi cessare e raffreddarsi. A partire dal 24-25 agosto, il tremore vulcanico ha mostrato un decremento significativo. In questa fase, il degassamento è diventato meno energetico, ma ha mantenuto la capacità di mobilizzare il materiale incoerente. Il gas in risalita, infatti, erode le pareti interne del condotto e trascina in atmosfera le particelle solide micrometriche precedentemente depositate.
La tonalità bruno-rossiccia del pennacchio è attribuita alla presenza di particelle solide fortemente alterate chimicamente, ricche di ossidi di ferro e frammenti vetrosi deteriorati. Questa lettura indica la presenza di residui delle colate e delle scorie accumulate nel condotto durante le recenti fasi eruttive, piuttosto che la frammentazione di nuovo magma. Il fenomeno è descritto come una fase “di pulizia” del condotto, all'interno di un quadro di riorganizzazione interna del sistema sommitale dell’Etna.
L'Etna secondo il Global Volcanism Program
Il profilo del Global Volcanism Program descrive l’Etna come un vulcano composito e stratovulcano della Sicilia, con coordinate 37.748 gradi nord e 14.999 gradi est.