La Regione Marche ha dato il via, ad Ancona, il 16 settembre 2026, a un fondamentale ciclo di consultazioni. L'iniziativa coinvolge attivamente le categorie economiche e i principali portatori di interesse, con l'obiettivo primario di elaborare una proposta di legge regionale. Tale provvedimento è destinato a individuare in modo specifico le aree idonee per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili sul territorio. Questo percorso legislativo si rivela essenziale per delineare con chiarezza quali porzioni del paesaggio marchigiano – comprese le delicate colline, i preziosi terreni agricoli, i crinali e i valichi – potranno accogliere nuove infrastrutture per la produzione energetica, andando oltre le direttive già stabilite dalla normativa nazionale.

La proposta di legge in fase di discussione è concepita per regolamentare e promuovere lo sviluppo della produzione di energia rinnovabile all'interno della regione. La fase attuale è dedicata alla meticolosa raccolta dei contributi da parte degli stakeholder, un passaggio giudicato indispensabile per assicurare un approccio il più possibile condiviso e inclusivo. Al termine di questa consultazione pubblica, il testo sarà sottoposto all'esame della giunta regionale e, successivamente, inoltrato al Consiglio regionale per la sua approvazione definitiva. Le Marche si sono prefissate un ambizioso obiettivo: incrementare la propria produzione di energia rinnovabile di 2,3 gigawatt entro il 2030, prendendo come riferimento i livelli registrati nel 2020.

Questo traguardo sottolinea l'impegno della regione verso una transizione energetica sostenibile.

Il dibattito sulla proposta di legge regionale

L’assessore regionale all’Energia, Giacomo Bugaro, ha evidenziato come l'incontro rappresenti l'avvio di un articolato percorso di ascolto. Tale processo è finalizzato a perfezionare il testo della proposta di legge, tenendo conto delle diverse sensibilità e necessità del territorio. Il dibattito in corso si concentra sulla cruciale esigenza di conciliare la necessaria espansione delle fonti rinnovabili con la rigorosa tutela del paesaggio marchigiano, la salvaguardia dei terreni agricoli e delle colline, e la protezione dell'agricoltura e dell'identità territoriale che caratterizza la regione.

Un punto focale del confronto regionale rimane, pertanto, la precisa e attenta definizione delle superfici su cui sarà possibile autorizzare la costruzione di nuovi impianti, in stretta relazione con le aree già identificate e normate dalla disciplina statale.

La futura legge regionale avrà il compito strategico di stabilire un quadro normativo chiaro e coerente, indicando le aree specifiche utilizzabili per gli impianti da fonti rinnovabili in tutto il territorio marchigiano. L'iter istituzionale delineato prevede, dopo la fase di raccolta dei contributi dalle categorie economiche e dai portatori di interesse, il passaggio del testo alla giunta regionale e, infine, il suo esame e la potenziale approvazione da parte del Consiglio regionale.

Questo processo garantisce la massima trasparenza e partecipazione nella definizione di una normativa così rilevante per il futuro energetico e paesaggistico della regione.

Il contesto normativo nazionale per le rinnovabili

A livello nazionale, la normativa che disciplina le aree idonee prevede una ripartizione tra le regioni e le province autonome dell'obiettivo nazionale complessivo. Questo obiettivo ambizioso mira a raggiungere 80 gigawatt aggiuntivi da fonti rinnovabili entro il 2030, calcolati rispetto alla situazione al 31 dicembre 2020. Il medesimo quadro normativo stabilisce anche i principi e i criteri omogenei che devono essere adottati per l'individuazione delle superfici e delle aree considerate idonee o, al contrario, non idonee all'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

La disciplina nazionale fornisce, in tal modo, le linee guida generali e un riferimento comune, all'interno del quale ogni regione è chiamata a operare per specificare e definire le proprie aree di intervento, nel rispetto delle peculiarità locali e delle esigenze di sviluppo sostenibile.