Il torrente Carapelle, situato nel Foggiano, tra le località di Orta Nova e Borgo Mezzanone, è al centro di una grave denuncia ambientale. Lunghi tratti del suo alveo sono infatti invasi da cumuli di scarti di lavorazione di abiti usati, un fenomeno che deturpa il paesaggio e minaccia l'ecosistema locale. La segnalazione, corredata da un'ampia documentazione fotografica, proviene dagli ispettori ambientali dell'associazione Civilis di Manfredonia, guidati dal comandante Giuseppe Marasco, che hanno evidenziato la persistenza e l'estensione del problema lungo il corso d'acqua.

Il caso sollevato riguarda specificamente rifiuti tessili derivanti dalla produzione e lavorazione di indumenti usati. La denuncia descrive la presenza di questi cumuli direttamente nell'alveo del torrente, un'anomalia che i volontari della Civilis collegano a un periodo di diversi mesi, indicando una situazione non occasionale ma radicata. Giuseppe Marasco ha sottolineato come l'intero territorio della provincia di Foggia, e in particolare l'alveo del Carapelle, sia interessato da questi abbandoni per un'estensione che supera i dieci chilometri, delineando un quadro di degrado ambientale di vasta portata.

L'abbandono indiscriminato e i roghi tossici nel Carapelle

La causa principale di questo esteso inquinamento, secondo quanto riportato nella segnalazione, è il mancato conferimento degli scarti tessili presso le discariche autorizzate.

Invece di seguire i canali legali di smaltimento, questi rifiuti vengono abbandonati indiscriminatamente. La ricostruzione fornita dai volontari evidenzia che gli scarti finiscono nelle campagne circostanti, lungo i torrenti e ai margini delle strade provinciali, trasformando aree naturali in vere e proprie discariche a cielo aperto. Il tratto specifico del Carapelle, che collega Orta Nova a Borgo Mezzanone, è stato identificato come un'area direttamente e massicciamente invasa da questi cumuli.

Oltre all'abbandono, la denuncia degli ispettori ambientali include anche la pratica dei roghi illegali. Marasco ha denunciato che i cumuli di rifiuti vengono "sistematicamente incendiati", una pratica che aggrava ulteriormente l'impatto ambientale e sanitario.

Le combustioni generano dense colonne di fumo nero, visibili anche a diversi chilometri di distanza, testimoniando la gravità del fenomeno. Gli ultimi episodi di incendio segnalati risalgono alla mattina del 2 ottobre 2026, la stessa data in cui la problematica è stata portata all'attenzione pubblica, evidenziando l'urgenza di un intervento.

La richiesta di bonifica urgente alle autorità

Di fronte a questa situazione critica, gli ispettori della Civilis hanno prontamente agito, inviando una dettagliata segnalazione alle autorità competenti. La comunicazione è stata indirizzata alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri Forestali e all'Arpa Puglia. L'obiettivo primario di questa iniziativa è sollecitare interventi urgenti e risolutivi per la bonifica del torrente Carapelle.

La richiesta specifica riguarda la rimozione dei cumuli di scarti di abiti usati presenti nell'alveo e la gestione delle conseguenze degli incendi. Il materiale fotografico raccolto dagli ispettori ambientali costituisce parte integrante della documentazione inviata, fornendo prove concrete della situazione di degrado e della necessità di un'azione immediata.