“E con immensatristezza che FC Barcelona annuncia la partenza da questomondo di Francesc 'Tito' Vilanova i Bayo”. Sono le parole inlingua inglese che si leggono sul sito ufficiale del Barcellonacalcio. Tito non ha superato il disperato intervento chirurgico persalvarlo dal tumore che ha colpito per la seconda volta il suo corpoalla ghiandola parotide.

Il Barcellona calcio haanche annunciato che nelle prossime ore verrà allestito uno spazioaperto all'interno dello stadio Camp Nou, ove i tifosi equanti lo vorranno, potranno esprimere la loro vicinanza allafamiglia e allo scomparso allenatore.

La squadra, che sistringe intorno al dolore della famiglia – si legge ancora dal sitoufficiale – annuncerà il giorno e l'ora in cui si svolgerà lacerimonia religiosa di addio.

Una vita nelBarcellona

Tito Vilanova è statofino al 2012 uno dei più grandi allenatori del Barcellona. Aveva 45anni e lascia due figli, nato a Bellcaire d'Empordà nel 1968,è entrato nel Barcellona all'età di soli 15 anni. Nella casa dellaMasia blaugrana ha conosciuto Aureli Altimira, Jordi Roura eGuardiola, con i quali ha stretto una grande amicizia.

Ha giocato nelBarça come centrocampista fino al 30 giugno 1989, poi si ètrasferito nella rosa del Figueres, del Celta e di tante altresquadre spagnole.

E rientrato nella squadradove aveva lasciato il cuore, nel campionato 2007/2008 comeassistente tecnico accanto al grande Guardiola. La coppiaGuardiola – Tito nel 2009 stabilì un record eccezionalevincendo sei titoli: Champions League, La Liga, Coppa di Spagna, laSupercoppa di Spagna, la Supercoppa europea e la Coppa del mondo perclub.

Al termine dell'eraGuardiola, Tito Vilanova e stato considerato dal Barça, come il“naturale” sostituto; dal 27 aprile 2012 diviene il nuovoallenatore della squadra diventata la più temibile del mondo.

E conTito lo diventa ancor più, riuscendo a raggiungere i 100 puntiin campionato su 114 e 115 goal in campionato su 38 partite giocate.

Il 19 luglio del 2013annuncia l'abbandono definitivo della squadra per dedicarsi a unapartita molto importante per la sua vita. Un tumore, diagnosticatoper la seconda volta, non gli lascia più le energie per poterallenare la sua squadra. Era il dicembre del 2012 quando lascia leredini della squadra nelle mani del suo assistente e amico fidatoJordi Roura.

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