Nonostante il poker di goal da parte di ambedue le squadre, è a dir poco deludente la gara condotta dal Napoli in casa dei toscani dell’Empoli. La formazione di Sarri è ancora troppo debole nel reparto difensivo, colpevole di gravi disattenzioni che hanno concesso agli avversari di segnare due reti. Non deludono Insigne ed Allan, autori di due meravigliosi tiri che regalano agli azzurri il secondo punto in tre partite, media di gran lunga inferiore alle aspettative.

Le azioni salienti

Gara statica, senza emozioni, priva di colpi di scena e di capovolgimenti di fronte quella in casa Empoli. Nella conquista del pareggio, le due squadre non sono state per nulla combattive: i goal segnati sembrano occasioni racimolate sulla strada di ritorno. Perfino un’amichevole, partita di sperimentazione tecnico-tattica, sarebbe stata in grado di offrire un gioco più avvincente.

Al quinto minuto di gioco i toscani sono già in vantaggio con Saponara, che approfitta della disattenzione difensiva del Napoli e insacca il pallone alle spalle di Reina. Pochi minuti dopo però ci pensa Insigne a raddrizzare le sorti della gara e con un bolide da fuori area pareggia i conti.

La manovra dei partenopei è comunque molto farraginosa: i centrocampisti arrancano nel tentativo di coprire anche il ruolo difensivo, trascurando l’attacco che, solo lì davanti, può fare ben poco.

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Nei primi minuti della ripresa il Napoli mette a segno il vantaggio con Allan, stesso calciatore che, perdendo palla lungo la linea mediana del campo, consente agli empolesi di siglare il pareggio con Maccarone. Da questo momento in poi anche il più insignificante passaggio della squadra in trasferta sembra essere prevedibile e telefonato: il gioco della formazione di Sarri è più chiaro di un libro aperto.

Soltanto nell’ultimo minuto di recupero si ha qualche brivido con un calcio d’angolo battuto dai partenopei, che alla fine si è risolto in un nulla di fatto.

Necessità di rivedere il reparto difensivo

Da anni, ormai, il presidente De Laurentiis si fossilizza su un elemento che, senza l’adeguato appoggio degli undici in campo, è a dir poco irrilevante: l’allenatore. Con Sarri, infatti, sono ben sei i tecnici cambiati nel corso dei dodici anni di gestione del patron azzurro: in media, la formazione partenopea ha cambiato un allenatore ogni due anni.

Il nome che maggiormente spicca è sicuramente quello di Rafael Benítez, tra i migliori a livello europeo, vincitore di una Champions League e di un Mondiale per Club. Eppure, in casa Napoli l’ex allenatore del Liverpool ha portato a casa soltanto una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana: si spera che nessuno possa credere al fallimento di un professionista che, in ambito del suo mestiere, non ha da dimostrare nulla a nessuno.

La questione si sposta su tutt’altro versante: se si ambisce ad affiggere in bacheca trofei di spessore, bisogna innanzitutto rivedere il reparto difensivo. Non bastano il ritorno dell’esperto Reina e la partenza di Britos: il mancato arrivo di uno stopper degno di tal nome impedisce al Napoli l’equilibrio dei tre reparti. Con una difesa colabrodo è inevitabile che, indietreggiando, i centrocampisti non forniscano adeguato supporto agli attaccanti. Anche oggi, infatti, la prima rete si deve ad uno strepitoso Insigne: il tiro all’incrocio del calciatore frattese è stata l’ancora di salvezza a cui gli azzurri si sono aggrappati, evitando di annegare in fondo alla classifica.

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