Ultima spiaggia doveva essere ma ultima spiaggia non è stata. Il cagliari a Marassi inanella il sesto ko consecutivo in campionato, dove non vince addirittura dal 7 novembre scorso (2-0 alla Samp). Ed è un'altra genovese stavolta, quella vestita di rossoblu, a certificare lo stato di crisi di Joao Pedro e compagni ma non a segnare il capolinea dell'avventura di Eusebio Di Francesco in Sardegna.

Partenza sprint del Genoa

L'alba del match è tutta di marca genoana, l'approccio del Cagliari è imbarazzante. Molle, svagato, a tratti irritante. Il buon Di Francesco, che a fine gara si saprà esser già stato confermato dal presidente Giulini, si sbraccia senza ottenere in cambio dai suoi neanche la metà dell'attenzione e della presenza scenica che un match del genere richiederebbe.

Nel primo quarto d'ora il Grifone mette le tende nella metà campo avversaria, fa spiovere in area palloni a ripetizione e trova il vantaggio con Destro al 10° dopo una combinazione Strootman-Shomurodov. Sarà il goal partita. Solo gli interventi provvidenziali di Godin e Ceppitelli (2 volte) evitano a Cragno altre capitolazioni ma la burrasca in area sarda soffia da tutte le direzioni.

Reazione d'orgoglio del Cagliari

Al 27° improvvisamente Joao Pedro decide di averne abbastanza e prova a scuotere i suoi e pure Perin. La risposta del portiere è all'altezza della situazione. Ma è il segnale che il Cagliari è sceso finalmente in campo. In 10 minuti mette in fila 3 nitide occasioni: prima Ceppitelli (dimenticato dalla difesa genoana) mette fuori di testa da posizione invitante, poi Nainggolan spara un destro a lato di poco dopo una cattiva respinta dei padroni di casa, infine Simeone, dopo essersi liberato di Radovanovic, calcia a botta sicura ma con la mano di richiamo è strepitoso Perin a respingere.

Il primo tempo si chiude con un sussulto di Shomurodov che spreca da pochi passi, legittimando il vantaggio genoano e il malumore di Di Francesco. Cagliari in ritiro, Di Francesco all'ultima chiamata

Ripresa soporifera

Nella ripresa, a parte un primo quarto di gara piuttosto aggressivo pur senza collezionare occasioni da rete, il Cagliari evapora.

La manovra torna ad essere lenta e prevedibile, il Genoa ha gioco facile a recuperare palla in mezzo e lanciare le sue frecce in avanti. Shomurodov in particolare si libera spesso nel cuore della difesa avversaria, facendo capire il motivo per cui persino la Juventus abbia chiesto informazioni su di lui. Shomurodov interessa alla Juve e per fortuna dei sardi la giornata di Ceppitelli e Godin è di quelle che limitano i danni al minimo.

Ma davanti Simeone ha l'ennesima luna storta e Joao Pedro va a intermittenza. Di Francesco prova a dare imprevedibilità con Sottil per Simeone e peso in area con Cerri per l'opaco Duncan. Tutto inutile. L'unico lampo, a tempo scaduto, è di Joao Pedro che con una finezza trova Cerri solo in area. L'ariete rossoblu spara nella gradinata vuota e con quel pallone sembrano andarsene via le residue speranze di Di Francesco. Ma negli spogliatoi Giulini sorprenderà tutti e l'allenatore abruzzese verrà confermato. La crisi del Cagliari però sembra non avere fine.

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