A Milano, il 30 settembre 2026, il ministro dello Sport Andrea Abodi ha tracciato un bilancio sul percorso di avvicinamento a Euro 2032, a margine della quinta edizione di Sky Up The Edit. Il dossier relativo agli stadi italiani, cruciale per l'organizzazione del torneo, è al centro di un intenso lavoro con la FIGC e la UEFA. Abodi ha categoricamente respinto le speculazioni su un possibile rischio per l'Italia di perdere l'organizzazione degli Europei, sottolineando come il passaggio fondamentale sia ora trasformare i progetti in cantieri operativi.
Rapporto solido con UEFA e FIGC
Il ministro ha contestato con fermezza le narrazioni distorte sul torneo, affermando che "si è cercato di intorbidire le acque". Ha suggerito che le informazioni giunte al presidente Ceferin non fossero motivate da intenti nobili, ribadendo un "rapporto di grande rispetto" con la FIGC e la UEFA. Per Abodi, l'orgoglio di co-organizzare gli Europei rimane un punto centrale, frutto di un impegno congiunto che ha coinvolto la Federazione, le amministrazioni comunali e i club.
Dalle delibere ai cantieri: le scadenze
La base di partenza per Euro 2032 è solida: sono state illustrate 13 città e 16 progetti. Secondo Abodi, l'Italia possiede ora "tutte le carte in regola" per ospitare l'evento.
La selezione definitiva delle sedi avverrà a breve, una volta che la FIGC avrà trasmesso le proprie proposte alla UEFA. Nonostante la soddisfazione per il lavoro svolto, il ministro ha evidenziato che il "lavoro da fare è ancora mostruoso". La priorità assoluta è che progetti, autorizzazioni e delibere si concretizzino rapidamente in cantieri. L'obiettivo è avviare i lavori entro la prima metà del 2027 e completarli entro il 2030, con il 2031 indicato come termine ultimo e improrogabile.
Abodi si è dichiarato "estremamente fiducioso", richiamando l'ampia esperienza italiana nell'organizzazione di grandi eventi internazionali. Ha citato le Olimpiadi, le Paralimpiadi, i Giochi del Mediterraneo e l'America’s Cup, indicando il rispetto delle scadenze temporali come il criterio decisivo per il successo.
Il via libera per lo stadio della Roma a Pietralata
A conferma dell'avanzamento dei progetti infrastrutturali, il nuovo stadio della Roma nell'area di Pietralata ha ottenuto il via libera all'iter il 28 settembre 2026. Questa importante tappa è stata raggiunta durante una Conferenza di Servizi tenutasi presso il Ministero delle Infrastrutture e delle Opere Pubbliche. Abodi ha riconosciuto a questo sviluppo un "valore simbolico, ma anche pratico". Il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso gratitudine alla città di Roma e alla famiglia Friedkin per la realizzazione di "uno degli stadi più belli del mondo", definendo l'approvazione un "momento storico". Il piano prevede l'inizio dei lavori a marzo 2027, in concomitanza con il centenario del club, e una conclusione stimata entro tre anni, probabilmente prima della fine del 2029. La struttura è progettata per ospitare circa 60.500 posti, con una Curva Sud dedicata a 23.000 spettatori e ampie aree VIP.