Durante l'assemblea generale della UEFA, tenutasi il 29 settembre 2026 a Copenaghen, un appello significativo è stato lanciato da Nasser al-Khelaïfi. Il presidente dell’European Club Association (ECA) e del Paris Saint-Germain (PSG) ha esplicitamente chiesto ad Aleksander Ceferin di presentare nuovamente la sua candidatura per la presidenza della confederazione europea. Al-Khelaïfi si è rivolto direttamente al numero uno uscente della UEFA, sottolineando l'importanza della sua leadership per il futuro del calcio continentale.
Con parole chiare e decise, al-Khelaïfi ha dichiarato: "Il calcio ha bisogno di grandi leader come lei".
Ha poi aggiunto, a nome di un'ampia rappresentanza del calcio europeo: "A nome degli oltre 900 club dell’ECA, le chiediamo di candidarsi nuovamente il prossimo anno". Questa richiesta, formulata dal vertice dell'associazione che raggruppa la maggior parte dei club del continente, conferisce un peso notevole alla sollecitazione rivolta a Ceferin.
Il futuro della presidenza UEFA
Aleksander Ceferin, dirigente sloveno di 58 anni, è alla guida dell’organismo che governa il calcio europeo dal settembre 2016. La sua presidenza è stata riconfermata in due successive elezioni, nel 2019 e nel 2023. Il suo attuale mandato è destinato a concludersi nel 2027. Nonostante avesse inizialmente escluso una nuova candidatura, Ceferin ha recentemente lasciato aperto uno spiraglio sulla possibilità di ricandidarsi, alimentando il dibattito sulla sua successione.
La pressione esercitata da al-Khelaïfi, in rappresentanza di oltre 900 club europei, assume dunque un ruolo cruciale in questo contesto.
Il panorama istituzionale del calcio internazionale presenta anche altri scenari. In una recente intervista rilasciata al podcast britannico The Rest is Politics, alla fine di agosto, Ceferin ha categoricamente escluso una sua possibile candidatura alla presidenza della FIFA in vista delle elezioni previste per marzo 2027. Per quella corsa, al momento, Gianni Infantino si configura come l’unico candidato dichiarato, delineando un quadro di relativa stabilità per la massima federazione calcistica mondiale.
Critiche alla governance globale del calcio
L'intervento di al-Khelaïfi non si è limitato alla questione della presidenza UEFA, ma ha toccato anche temi sensibili legati alla situazione generale del calcio internazionale.
Pur senza menzionare esplicitamente Gianni Infantino o la FIFA, il presidente dell'ECA ha espresso una critica velata ma incisiva alla governance mondiale. Ha affermato con rammarico: "È davvero triste vedere la situazione attuale", evidenziando una profonda preoccupazione per le dinamiche in atto.
Proseguendo nel suo discorso, al-Khelaïfi ha rincarato la dose, sostenendo che "invece di migliorare il nostro sport, stiamo perdendo tempo a gestire problemi e difficoltà". Ha poi delineato la sua visione per un calcio più efficace e armonioso: "Il calcio funziona quando ci ascoltiamo a vicenda. Quando siamo trasparenti gli uni con gli altri. Ma soprattutto, quando siamo onesti". Queste dichiarazioni sottolineano un forte desiderio di maggiore collaborazione, trasparenza e integrità all'interno delle istituzioni calcistiche globali.
Il messaggio complessivo veicolato dal presidente dell'ECA durante l'assemblea è stato duplice: da un lato, una richiesta di continuità per la leadership della UEFA sotto Ceferin; dall'altro, un'esortazione a una maggiore e più costruttiva collaborazione tra le istituzioni e i club. L'intervento ha così posizionato la leadership europea come un punto di riferimento e di equilibrio in un periodo in cui la gestione del calcio mondiale è percepita come afflitta da conflitti e significative difficoltà operative.