Il designatore arbitrale Daniele Orsato ha fatto chiarezza sull'operato del VAR e degli arbitri, riconoscendo un totale di sette errori arbitrali. L'ammissione è avvenuta il 29 settembre 2026, durante un incontro con i media presso l'IBC di Lissone, in provincia di Monza. Il bilancio dettagliato include cinque episodi avvenuti in campionato e due in Coppa Italia, evidenziando una distinzione cruciale tra gli interventi che il VAR avrebbe dovuto correggere e quelli considerati invece decisioni di campo, per le quali l'arbitro aveva una visuale chiara dell'azione.
Errori in Serie A: rigori e cartellini rossi
Il quadro più significativo degli errori riconosciuti da Orsato riguarda la Serie A, con particolare attenzione a tre rigori non assegnati. Nel match Torino-Milan, un fallo di mano in area di Vlasic avrebbe dovuto innescare un intervento del VAR, a seguito della mancata decisione arbitrale sul campo. Similmente, in Fiorentina-Frosinone, l'intervento di Dragusin su Monterisi era da sanzionare con un penalty. Un altro episodio controverso si è verificato in Juventus-Atalanta, dove la trattenuta di Kalulu su Rowe avrebbe meritato la concessione di un calcio di rigore.
Agli episodi relativi ai rigori si aggiungono due cartellini rossi mancati sempre in campionato.
In Como-Parma, Caqueret avrebbe dovuto essere espulso per il suo intervento su Britschgi. Un'altra espulsione non comminata riguarda Jimenez, protagonista di un colpo su Bracaglia in Fiorentina-Frosinone, partita già citata per il contatto da rigore su Monterisi.
Coppa Italia e la distinzione delle decisioni di campo
Anche in Coppa Italia sono stati riconosciuti due errori. In Fiorentina-Pisa, è stato omesso un rigore per la trattenuta di Caracciolo su Pellegrino. Un caso differente si è verificato in Torino-Monza, dove il rigore per il fallo di mano di Lucchesi non avrebbe dovuto essere annullato dal VAR, in quanto classificato come decisione di campo. Questa distinzione è fondamentale: non ogni episodio discusso o controverso si traduce automaticamente in un errore da correggere tramite il monitor.
Tra i casi controversi che non sono stati considerati errori, Orsato ha menzionato l'episodio De Bruyne-Vazquez in Genoa-Napoli, la “collisione” tra De Winter e Kolo Muani prima del gol di Cisse in Juventus-Milan e il presunto fallo di mano di Lobotka in Inter-Napoli, quest'ultimo non certificato dalle telecamere. La linea guida ribadita è che il VAR deve intervenire solo quando l'errore è chiaro ed evidente o quando l'arbitro non ha avuto la possibilità di valutare adeguatamente l'azione.
Le statistiche della nuova linea arbitrale
In occasione dell'incontro, Gabriele Gava, componente della CAN, ha presentato le statistiche relative all'applicazione della nuova linea arbitrale. I dati mostrano un incremento significativo del tempo effettivo di gioco, che è salito a 59 minuti e 24 secondi, registrando un aumento di 5 minuti e 53 secondi rispetto alla stagione precedente. Parallelamente, si è osservata una diminuzione nel numero dei falli fischiati, passati da una media di 26 a 22,74 per partita.