L'Atalanta, con una nota ufficiale diramata da Bergamo il 6 settembre 2026, alle ore 17:14, ha fornito la propria posizione in merito alla controversia verificatasi allo stadio Olimpico di Roma. L'episodio ha visto protagonisti l'amministratore delegato del club bergamasco, Luca Percassi, e il direttore sportivo giallorosso Tony D’Amico. La società nerazzurra ha comunicato inequivocabilmente la propria piena disponibilità a chiarire l'accaduto davanti agli organi preposti della giustizia sportiva, indicando esplicitamente tale sede come il contesto più idoneo e imparziale per la verifica approfondita di tutte le circostanze richiamate.
Nel passaggio più significativo e centrale della sua comunicazione, l'Atalanta ha fermamente ribadito di essere pronta, fin da subito, a ricorrere agli strumenti della giustizia sportiva per stabilire con la massima precisione e oggettività quanto effettivamente verificatosi all'Olimpico. Il club ha inoltre specificato con chiarezza di "respingere con fermezza le valutazioni espresse dalla Roma", ritenendole infondate o inappropriate nei confronti del proprio dirigente. Questa decisa e inequivocabile presa di posizione della società orobica riguarda dunque le considerazioni critiche formulate dalla Roma su Percassi e sottolinea la volontà di un confronto diretto e risolutivo con gli organi competenti, come dettagliatamente indicato nella nota ufficiale.
La ferma e strategica posizione del club bergamasco
L'Atalanta ha deliberatamente scelto di non proseguire il dibattito pubblico sulla vicenda attraverso ulteriori dichiarazioni o comunicati stampa. Questa decisione, di natura strategica, è stata motivata dalla ferma volontà di sottoporsi a ogni confronto necessario e approfondito con gli organi della giustizia sportiva, con l'obiettivo primario di verificare in modo trasparente, imparziale e definitivo le circostanze richiamate. Il club non ha ritenuto opportuno fornire ulteriori dettagli sull'episodio specifico in questa fase e non ha annunciato altri passaggi pubblici, limitando la propria comunicazione alla sola e chiara disponibilità a un confronto nella sede sportiva competente, ritenuta l'unica appropriata per la risoluzione della questione.
Il fulcro della questione rimane il confronto diretto, avvenuto allo stadio Olimpico di Roma, tra Luca Percassi, che ricopre il ruolo di amministratore delegato dell'Atalanta, e Tony D’Amico, direttore sportivo della squadra giallorossa. La risposta dell'Atalanta giunge in seguito a un precedente comunicato della Roma riguardante la lite tra i due dirigenti e include un esplicito e categorico rifiuto delle valutazioni rivolte al dirigente nerazzurro, evidenziando una significativa distanza tra le posizioni ufficiali dei due club coinvolti nella disputa.
Il contesto normativo: il ruolo della giustizia sportiva
Il richiamo agli organi della giustizia sportiva si inserisce in modo preciso e puntuale nel quadro normativo stabilito dal Codice di Giustizia Sportiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).
Questo importante Codice ha il compito fondamentale di disciplinare tutti i comportamenti considerati rilevanti sul piano disciplinare all'interno del mondo del calcio e di regolare in maniera dettagliata l'intero ordinamento processuale sportivo. Inoltre, esso definisce con chiarezza le modalità di svolgimento dei procedimenti e delle audizioni davanti agli organi del sistema di giustizia sportiva della FIGC, fornendo così il contesto legale e procedurale entro cui l'Atalanta intende chiarire la propria posizione e tutti i fatti accaduti, garantendo la massima trasparenza e aderenza alle normative vigenti.