Diana Bianchedi ha rassegnato le sue dimissioni dall'incarico di capo delegazione della Nazionale italiana di calcio il 30 settembre 2026. La decisione è giunta in seguito alle dichiarazioni del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e alle polemiche sorte attorno al suo doppio ruolo di vicepresidente vicaria del Coni. L'ex schermitrice, pluricampionessa olimpica e mondiale, ha comunicato il suo passo indietro attraverso una lettera inviata in serata, motivando la scelta con il rispetto per le istituzioni e la volontà di proteggere la squadra.

La vicenda ha suscitato un ampio dibattito nel panorama sportivo italiano, inserendosi nel percorso della Nazionale impegnata in Nations League. Dopo l'esordio contro il Belgio allo Stadio Olimpico e la successiva gara in Turchia, la squadra guidata dal commissario tecnico Roberto Mancini si prepara ora ad affrontare la Francia. Bianchedi, figura di spicco dello sport italiano, aveva accettato l'incarico affidatole dal presidente della FIGC, Giovanni Malagò.

Le ragioni delle dimissioni

Nella sua comunicazione, Bianchedi ha esplicitamente collegato la sua scelta al clima di tensione generatosi dopo le parole del ministro Abodi e alle discussioni emerse sugli organi di stampa. "A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capodelegazione della Nazionale", ha dichiarato.

La decisione, ha spiegato, è "maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente".

L'ex atleta ha inoltre difeso con fermezza la propria condotta, sottolineando di aver sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport. Ha motivato la sua rinuncia con la volontà di non gravare sulla squadra, affermando: "scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff.

Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano".

Il nodo del doppio incarico

Le tensioni che hanno preceduto le dimissioni erano sorte a seguito della nomina di Bianchedi a capo delegazione. La questione principale riguardava il suo doppio ruolo, in quanto già ricopriva la carica di vicepresidente vicaria del Coni. Questa concomitanza di incarichi aveva sollevato interrogativi su una potenziale incompatibilità o conflitto di interessi, alimentando un dibattito istituzionale che ha portato alla sua decisione.