Nella conferenza stampa del 18 settembre 2026, a due giorni dall'importante sfida contro il Frosinone, Cesc Fabregas ha scelto la via della prudenza, riportando l'attenzione sul Como e sul suo progetto. Il tecnico catalano ha risposto al presidente Mirwan Suwarso, che lo aveva accostato a Johan Cruijff, respingendo il paragone con una citazione diretta della celebre formula di Mourinho: Fabregas si è definito un allenatore da "zero tituli".
Il progetto Como al centro, non i paragoni
Il tecnico ha chiarito di aver discusso con il presidente, chiedendogli di non reiterare quel tipo di accostamento.
Fabregas ha sottolineato di sentirsi "molto lontano da tanti" e ha richiamato la distinzione, resa popolare da Mourinho, tra allenatori con trofei e quelli che, come lui, non ne hanno ancora vinti. Il fulcro del suo intervento è stato il club: la priorità, ha ribadito, è il Como e il suo progetto, piuttosto che la sua figura individuale. Ha confermato il suo pieno coinvolgimento, sia sul piano umano che su quello tecnico.
Questo approccio serve anche a impostare il clima della vigilia. Fabregas desidera che l'attenzione si concentri sulla crescita della squadra e sulla gestione della prossima partita, evitando distrazioni legate a paragoni o etichette. Ha descritto una settimana di lavoro positiva: i giocatori che non erano scesi in campo il lunedì precedente si sono allenati con regolarità, mentre chi aveva giocato ha beneficiato di un maggiore recupero e ha svolto un lavoro più mirato.
Frosinone, la richiesta di una "partita perfetta"
Per quanto riguarda la rosa del Como, l'allenatore ha confermato che tutti i giocatori sono a disposizione. Addai, in particolare, dovrebbe accomodarsi in panchina, a condizione che il controllo medico pre-gara dia esito favorevole. Questa scelta è vista come un modo per integrarlo nelle dinamiche del gruppo, senza prevederne un impiego immediato. Sul Frosinone, Fabregas ha espresso un giudizio molto chiaro e deciso. Ha descritto la squadra avversaria come un collettivo che gioca con grande personalità, avvertendo i suoi calciatori che, per ambire alla vittoria, sarà indispensabile disputare una vera e propria "partita perfetta".
Il tecnico ha enfatizzato il notevole valore collettivo del Frosinone, attribuendo grande merito al lavoro svolto. Ha definito il gruppo come "undici amici pronti a sacrificarsi l’uno per l’altro", evidenziando come questa coesione rappresenti un pericolo concreto per qualsiasi avversario.