Un nuovo e acceso scontro tra la Fifa e la Uefa è approdato in un tribunale della Florida. La federazione mondiale accusa l'organizzazione europea di aver orchestrato una vera e propria "campagna di disinformazione". La controversia ruota attorno a un progetto, poi ritirato, di Gianni Infantino per l'apertura a capitali privati. In una lettera inviata il 29 settembre 2026, la Fifa ha formalmente chiesto alla giustizia statunitense di respingere la richiesta della Uefa di accedere a documenti relativi all'iniziativa del suo presidente.

La richiesta di accesso ai documenti e le elezioni

La Fifa si oppone fermamente alla richiesta della Uefa di accedere ai documenti sul progetto, sollecitando la giustizia statunitense a negare tale accesso. Secondo la Fifa, l'azione della Uefa non avrebbe una finalità meramente istruttoria, ma mirerebbe piuttosto a "influenzare" le elezioni presidenziali previste per l'anno prossimo, assumendo una chiara valenza strategica nel panorama calcistico internazionale.

Nel medesimo contesto, la Fifa contesta con veemenza l'impostazione con cui la Uefa avrebbe presentato l'intera vicenda. Una delle affermazioni più dirette e incisive riguarda proprio Gianni Infantino: "Senza alcun fondamento, la Uefa suggerisce che Infantino abbia cercato di trarre profitto personalmente dalla proposta".

Il contenzioso si sviluppa, quindi, su un doppio binario: da un lato, la discussione sul merito del progetto di apertura ai capitali privati e, dall'altro, la serrata battaglia procedurale sulla potenziale consegna dei documenti negli Stati Uniti.

Il contesto legale negli Stati Uniti: una "smear campaign"

Questo recente sviluppo si inserisce in un più ampio quadro di iniziative legali avviate sul suolo statunitense. Già il 3 settembre 2026, gli avvocati della Fifa avevano formalmente contestato, attraverso un deposito presso un tribunale federale, la richiesta di discovery avanzata dalla Uefa. In quell'occasione, l'azione legale della Uefa era stata apertamente definita una "smear campaign", ovvero una campagna diffamatoria, diretta contro l'organizzazione e la sua leadership.

La Fifa aveva quindi chiesto al giudice di respingere o, in alternativa, di rinviare l'istanza.

Nell'ambito di tale contesto, la Uefa aveva precedentemente presentato, verso la fine di agosto, diverse richieste di subpoena in vari tribunali statunitensi. L'obiettivo dichiarato era quello di raccogliere informazioni e prove in vista di possibili procedimenti legali contro Gianni Infantino, specificamente collegati al progetto denominato Fifa Forward Enterprise. Le richieste di documenti e comunicazioni erano estese a diverse entità e individui, tra cui la Fifa stessa, Fifa US, Joshua Kushner, Thrive Capital, JP Morgan e altri soggetti collegati all'operazione.